Addio a Bernardo Caprotti, re dei supermercati e fondatore di Esselunga. Il prossimo 7 ottobre avrebbe compiuto 91 anni. Negli anni Cinquanta portò la Grande distribuzione in Italia grazie ad un accordo con Nelson Rockfeller. Caprotti entrò in joint venture con il gruppo americano per fondare la Supermarkets Italiani Spa – nome che ancora porta la holding. Erede dell’azienda di famiglia, la Manifattura Caprotti, marchio di spicco del tessile lombardo, fu però il carrello a fare la sua fortuna. Oltre che dai successi imprenditoriali la vita di Caprotti è stata segnata da forti contrasti. Il primo quello con le Coop da lui accusate di avergli impedito in ogni modo di penetrare nelle regioni rosse e che nel 2007 culminò con la pubblicazione del libro Falce e Carrello. L’altro scontro è stato quello con i figli. Nel 1996 aveva ceduto, almeno formalmente, le quote del gruppo a Giuseppe e Violetta. Nel 2004 aveva estromesso Giuseppe, nel 2011 entrambi. Nelle ultime settimane si era tornati a parlare di Caprotti per la voce che lo voleva pronto a passare lo scettro e a vendere Esselunga. Per espressa volontà di Caprotti le esequie avverranno in forma strettamente privata e per suo desiderio non dovranno seguire necrologi.