Il numero di brasiliani senza lavoro è salito a un record di 12 milioni nel trimestre giugno-agosto del 2016. Lo rileva l'agenzia nazionale di statistica del paese latino americano, Ibge. La cifra si traduce in un tasso di disoccupazione pari all'11,8 per cento, il più alto dopo l'adozione nel 2012 di una misura più rigorosa per il contrasto all'inoccupazione. Peraltro, il tasso è aumentato dello 0,6 per cento rispetto al trimestre precedente (marzo-maggio) e del 3,1 per cento nei confronti dello stesso periodo del 2015. Il numero dei disoccupati, invece, è cresciuto di 3,2 milioni, il 36,6 per cento. Questo nel novembre del 2014 era pari a circa la metà rispetto ai valori attuali, sei milioni e 450 mila. Ad aggravare la situazione, il fatto che - almeno a oggi - non sembra che le misure di austerity messe in piedi da Brasilia da circa un anno per contrastare il fenomeno abbiano avuto l'effetto sperato. Negli ultimi dodici mesi, infatti, sono stati persi due milioni di posti di lavoro. A ciò si aggiunge che il Prodotto interno lordo (Pil) brasiliano si è contratto del 3,8 per cento nel 2015, registrando la sua peggiore performance in 25 anni, e gli analisti prevedono che si riduca ulteriormente anche quest'anno, seppur con percentuale minore (3,3 per cento).