Una visita a sorpresa ad Amatrice nel giorno di San Francesco: in questo modo, il Papa ha voluto “festeggiare” il poverello di Assisi di cui porta il nome. Il Pontefice – come riferisce Radio Vaticana - è arrivato alle 9.10 a bordo di una Golf con i vetri oscurati. Il suo arrivo è stato tenuto il più possibile riservato. In programma anche la visita ad Arquata del Tronto e ad Accumoli. Francesco, accompagnato dal vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, ha visitato la scuola provvisoria realizzata dalla Protezione civile del Trentino, un container dipinto di rosso, per incontrare alunni e insegnanti. All’esterno della scuola, il Papa ha incoraggiato gli abitanti del paese colpito dal sisma: "Non volevo dare fastidio – ha detto - e per questo ho lasciato passare un pochettino di tempo affinché si sistemassero alcune cose, come la scuola. Ma dal primo momento ho sentito che dovevo venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono vicino, niente di più, e che prego, prego per voi”. Il Pontefice ha visitato in silenzio la zona rossa di Amatrice piena di macerie. Successivamente si è diretto sempre in auto verso le zone terremotate nelle Marche. La visita nelle zone terremotate era stata annunciata anche domenica scorsa, durante la conferenza stampa nel volo Baku-Roma. Francesco aveva detto che questa visita l’avrebbe fatta “privatamente, da solo, come sacerdote, come vescovo, come Papa”. “La presenza del Papa è un messaggio importante, porta speranza e rinascita”. Lo ha detto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, in un’intervista a inBlu Radio, network delle radio cattoliche italiane. “Sono forte – ha aggiunto il sindaco - ma ogni tanto la forza viene meno e una pacca sulla spalla aiuta. Aspetterò Francesco a Pasqua perché il mio sogno è che quel giorno ci siano le case e la ripresa di tutte le attività, un segno importante per il mio Comune che ha pagato un tributo elevatissimo”.