“Secondo me ci sono stati anni in cui le Istituzioni hanno fatto molto di più. Negli ultimi anni ci sono stati troppi tagli per varie situazioni contingenti, e purtroppo la politica non fa più come ha fatto un tempo”. Al VELINO il regista tv e cinematografico Sergio Colabona entra nel dibattito “cultura in Italia”. “La priorità in Italia deve essere la valorizzazione e la salvaguardia dei nostri monumenti storici, della nostra storia, della nostra cultura, perché noi ci dobbiamo identificare in quello che abbiamo fatto, che siamo e abbiamo prodotto. Per me una delle priorità è quella. Sicuramente quando dico cultura, vorrei fosse inserito anche il cinema, però generalmente, per non essere di parte mi basterebbe anche solo che ci fosse un’attenzione reale e concreta alla cultura”.

Il 13 ottobre arriva al cinema “Attesa e cambiamenti” di Sergio Colabona, il suo terzo film, il secondo quest’anno (lo scorso marzo è uscito “Vita, cuore, battito”). Nel cast ci sono: Martina Stella, Corrado Fortuna, Samuela Sardo, Roberta Giarrusso, Paolo Conticini, Antonio Catania, Nicola Nocella, Elisabetta Pellini, Corrine Clery, Eleonora Giorgi. La pellicola affronta due tematiche importanti: la fecondazione assistita e l’omosessualità. “In questo caso sono solo il regista del film, perché la sceneggiatura è di Barbara Gravelli, Gianluca Cerasola, Daniele Titta. Quando me lo proposero ero abbastanza scettico perché dovevo preparare un altro film. Poi dopo ho letto il copione e m’interessò subito l’argomento che trovavo attualissimo. Era importante – osserva Colabona - parlare senza pregiudizi e con un tono da commedia di questi argomenti che poi forse ridere non deve essere un peccato, e forse sorridendo si capiscono un po’ di più le cose. E poi si prendeva una posizione e questo mi piaceva. Quindi sono tematiche che un anno fa erano forti, e oggi sono diventate quasi dirompenti. Mi sembra che il film sia completamente centrato nell’attualità. È una commedia, l’ho voluto girare con un tono di commedia ispirandomi ai grandi maestri della commedia all’italiana, poi non mi ci metto al loro pari, perché comunque quando il cinema italiano primeggiava in tutto il mondo, la commedia italiana primeggiava: si possono affrontare temi serissimi anche con un sorriso, con un po’ di autocritica, e questo mi sembra importante”.

Due film quest’anno, Sergio Colabona è al lavoro per il quarto? Ride…“Per fare i film – dice – non è così facile. Bisognerebbe avere un’idea forte. Sto scrivendo, poi non so se ce la farò. Ho un’idea che mi piace molto, che mi ha molto appassionato. Bisogna vedere se poi riuscirò a produrlo. Produrre un film in Italia non è così facile. Non è facile anche per i grandi, figuratevi per noi. Comunque è un percorso che facciamo volentieri, fatto di amore, di passione, di tanti dinieghi. Fare cinema, e cultura in generale, in Italia, ma penso anche nel resto del mondo, è un po’ difficile. Ci sono nuove espressioni culturali, penso al digitale, al web, per cui è più facile accedere. Ma per chi vuole fare proprio cinema, per chi vuole cercare di coltivare questa parte qua, veramente il percorso è abbastanza tortuoso, a volte.”

E la tv? “Ne faccio tanta. Vengo dalla tv e ancora ci casco, mi chiamano e faccio tanto – risponde Sergio Colabona, mentre entra negli studi dell’Eredità -. C’è la tv buona, c’è la tv cattiva, c’è la tv in generale. Se ne fa tanta in Italia, a volte un po’ a sproposito, ma per fortuna se ne fa, così la gente può scegliere e per noi che ci lavoriamo c’è tanto lavoro. Il pubblico sceglie cosa vedere, ma è tanto frammentato che non c’è più un’offerta unica, c’è un’offerta tanto frastagliata ma non solo di tv. Penso a piattaforme come Netflix, Amazon Film… Tu bene o male ti metti davanti a uno schermo e puoi decidere, e quello mi sembra un momento interessante. Mi sembrerebbe più bello che la televisione potesse aiutare di più il cinema, come lo ha aiutato in altri tempi. E spero che queste nuove piattaforme, dico Netflix, per dire altre piattaforme similari, possano produrre come hanno cominciato a fare per incrementare opere cinematografiche che poi dopo passano nei cinema e poi vanno nelle loro piattaforme. Sarebbe un aiuto sostanziale e determinante per la produzione cinematografica”.