Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, hanno eseguito nei confronti dell’imprenditore Antonio Cuppari una misura di prevenzione sia personale (sorveglianza speciale di pubblica sicurezza della durata di 3 anni) sia patrimoniale, disposta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, confiscando in Calabria e nel Lazio 4 società commerciali, 137 fabbricati, 51 terreni, 26 veicoli e rapporti finanziari, per un valore complessivamente stimato pari a circa 217,5 milioni di euro. Tra i beni immobili oggetto di confisca si annovera anche il noto complesso edilizio residenziale turistico “Gioiello del Mare” di Galati - frazione di Brancaleone (RC). Questo provvedimento rappresenta l’epilogo di una complessa e articolata attività investigativa svolta in sinergia dal Nucleo di Polizia Tributaria - G.I.C.O. di Reggio Calabria, dallo S.C.I.C.O. e dal Gruppo di Locri, che ha permesso di accertare un’ingiustificata discordanza tra il reddito dichiarato e il patrimonio direttamente o indirettamente a disposizione dell’imprenditore, risultato, altresì, appartenente alla locale di Africo (RC). Con l’odierno provvedimento, è stata disposta la confisca dell’ingente patrimonio, stimato in 217,5 milioni di euro, risultato, all’esito degli accertamenti esperiti, riconducibile a Cuppari: intero capitale sociale e patrimonio aziendale (comprensivo di rapporti di conto corrente, beni immobili e registratimobili) delle società “La Rosa dei Venti di Cuppari Antonio e Rodà Ernesta S.n.c.”, con sede legale in Brancaleone (RC); “R.D.V. S.r.l.” con sede legale in Roma; nonché delle seguenti società partecipate dalla “R.D.V. S.r.l.”: “VECO COSTRUZIONI S.r.l.”, con sede legale in Roma; “F. & C.S.r.l.”, con sede legale in Brancaleone (RC); immobile ad uso abitativo, sito in Brancaleone (RC). L’amministrazione delle società sarà affidata all’ “Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.