Via libera del Senato al disegno di legge sul sostegno pubblico al cinema e all'audiovisivo. Il provvedimento è stato approvato con 145 voti favorevoli, sei contrari e 30 astenuti. Il ddl, collegato alla legge di Stabilità, ora passa all'esame della Camera. Il testo prevede un nuovo Fondo per il cinema e l'audiovisivo da 400 milioni l’anno, a fronte degli attuali 260 milioni; il riordino dei crediti d'imposta e dei contributi; una sezione speciale presso il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese e l'istituzione del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo, con compiti di consulenza e supporto nella elaborazione e attuazione delle politiche di settore.

Il Fondo finanzierà il Piano straordinario per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali e quello per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Nello specifico, una dotazione annua di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, di 20 milioni per l'anno 2020 e di 10 milioni di euro per l'anno 2021 sarà destinata alla concessione di contributi a fondo perduto, o contributi in conto interessi sui mutui o locazioni finanziarie, per aprire sale cinematografiche chiuse o dismesse, con particolare riguardo a quelle presenti nei comuni con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. "Questa legge è attesa da molti anni dal mondo del cinema. La risposta che il Senato e spero presto tutto il parlamento potrà dare è una risposta che non aumenta solo le risorse ma introduce nel nostro ordinamento un ancoraggio preciso", ha affermato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini intervenendo nell'Aula al Senato prima del voto finale del ddl. "I 400 milioni di cui parliamo - ha spiegato - potranno essere di piu' perche' sono ancorati all'11% delle Ires e Iva che devono versare le imprese che si occupano a vario titolo di contenuti e contenitori". Franceschini, inoltre, ha spiegato che finisce la discrezionalità del contributo perchè diventa "tutto automatico, ad eccezione di una quota importante che ha valore assoluto maggiore di quanto viene destinato oggi (dal 15% al 18%) per le opere prime per i giovani autori".