Per la ricostruzione del post terremoto del 24 agosto nel Centro Italia il governo mette sul piatto 4,5 miliardi di euro. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vicenti, durante la conferenza stampa di presentazione del decreto legge “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016” approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri. Dei fondi stanziati 3,5miliardi di euro saranno stanziati per interventi sugli edifici privati e un miliardo di euro per gli interventi sugli edifici pubblici. De Vicenti ha spiegato che il dl prevede “uno stanziamento immediato per fronteggiare l’avvio ricostruzione di 200 milioni di euro (al netto dei 50 milioni già stanziati in precedenza, ndr.), su un fondo che consente di avviare subito ricostruzione”.

“In totale – ha proseguito ancora il sottosegretario - siamo a 300 milioni di euro, per copertura di tasse, imposte e oneri sociali differiti”. Per il commissario straordinario Vasco Errani ci troviamo di fronte a un decreto che “imposta pienamente la ricostruzione e che con la legge di bilancio troverà la piena copertura per la ricostruzione”. “Era importante - ha sottolineato ancora Errani - che ci fossero tempi significativamente più rapidi rispetto ad altre esperienze, anche se abbiamo la consapevolezza che ricostruire centri storici è un percorso di anni, che affronteremo”. Il decreto è composto da 53 articoli e fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone colpite dal sisma. La struttura articolata e dettagliata del provvedimento ne fa una sorta di vademecum, con l’obiettivo di essere, per quanto possibile, esaustivo. Le misure di sostegno contenute prevedono il risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, il prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive, la cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.

"Con il decreto riconosciamo il 100 per cento dei danni ai privati, a tutte le abitazioni, anche alle seconde case. Credo - ha aggiunto Errani - che questo sia l'impianto più completo rispetto alle esperienze che ci stanno alle spalle. Ricostruiremo con miglioramento sismico e adeguamento sismico, e le risorse degli stanziamenti lo comprendono". “Il cittadino – ha spiegato il commmissario astraordianrio -, quando riceverà l’approvazione del progetto andrà in banca, sceglierà l’impresa e questa è l’unica cosa che dovrà fare. La banca pagherà lo stato di avanzamento dei lavori a impresa e progettisti. Questo sistema è tutto tracciato: è lo Stato con l’Abi e l’agenzia delle entrate che costruisce l’impianto del credito d’imposta che monteremo una volta approvata la legge di bilancio”.

Saranno inoltre garantite legalità e trasparenza. Per assicurare il massimo della regolarità in tutte le fasi, il provvedimento – oltre alla supervisione dell’Anac – prevede una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati. Infine, la governance, la cui cifra è il raccordo tra governo centrale e territori interessati dal sisma: il Commissario straordinario viene infatti affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione (uno per ogni Regione).