“I beni culturali in Italia? Sono in ripresa perché Renzi e Franceschini stanno seguendo il percorso tracciato dal governo Berlusconi”. Non ha dubbi il senatore del gruppo Ala Lucio Barani, membro della commissione Cultura di Palazzo Madama, nel dare un giudizio sulla politica portata avanti negli ultimi anni dal ministero del Collegio Romano. “Il Cavaliere aveva iniziato bene in questo settore, Renzi e i suoi stanno lavorando nella continuità, hanno trovato delle basi solide e stanno costruendo bene”, spiega al VELINO l’esponente verdiniano.

“Sicuramente va meglio oggi che con i ministri dei governi Prodi o con Lorenzo Ornaghi che resse il Mibact con Monti premier – afferma Barani -. La rivoluzione politica del 1992-94 aveva portato a un’involuzione dei beni culturali. Finalmente adesso c’è la tendenza opposta per cui si torna a investire nella cultura”. Del resto, punzecchia il senatore Ala, “se nel Parlamento o al governo avevamo degli ‘analfabeti’, nel senso politico del termine, alla Di Pietro che cosa si poteva pretendere?”.

Il ministro Franceschini “raggiunge la piena sufficienza, non sarà da premio Nobel, ma quello che ha fatto è meglio di niente anche perché le nozze con i fichi secchi non le fa nessuno”, sostiene Barani. Un tentativo di riforme “lo sta facendo, poi la perfezione non esiste e ci saranno sempre gli scontenti, ma le leggi le ha fatte e stanno dando un certo frutto”. Su tutte, rileva il senatore verdiniano, “la legge sul cinema che ha portato al raddoppio dei contributi da 200 a 400 milioni di euro”. Insomma, conclude Barani, “dopo un periodo di encefalogramma piatto, oggi la cultura in Italia si sta riprendendo”.