Due persone sono state condannate dal gup di Catanzaro per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Francesco Costantino De Luca, 44 anni, e Massimo Ciancio, anch'egli di 44 anni, entrambi commercianti di Rende. Il giudice per l'udienza preliminare Pietro Scuteri ha condannato Ciancio e De Luca a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di carcere e al pagamento di una multa di 3200 euro. Il pm della Dda Pierpaolo Bruni aveva chiesto 8 anni per Ciancio e 7 anni e 6 mesi per De Luca. I due - arrestati il 2 aprile del 2015 e ritenuti dagli investigatori contigui alla cosca di 'ndrangheta Lanzino-Ruà - avrebbero minacciato un imprenditore edile, al quale avevano chiesto il pagamento di una somma di denaro. Le indagini che hanno portato ai fermi sono state condotte dai militari del nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di Cosenza e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Rende. I due fermi sono stati disposti dalla direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro che da tempo ha incrementato l'attività investigativa finalizzata a contrastare gli atti intimidatori ai danni di imprenditori con le successive richieste di estorsione. L'imprenditore edile di Rende vittima della tentata estorsione, secondo gli investigatori è stato raggiunto da De Luca e Ciancio nel cantiere dove stava realizzando alcune abitazioni. All'uomo sarebbe stato chiesto il pagamento di una somma di denaro finalizzata a "mettersi a posto". Nel corso dell'incontro i due avrebbero anche fatto riferimento a somme pagate in passato dalla vittima ai loro 'amici'. Una accusa respinta dalle difese, rappresentate dagli avvocati Angelo Pugliese, Luca Acciardi e Giorgia Greco.