"E vivo il dibattito sulla minaccia proveniente da Est. Non è mancato chi ha assimilato le frizioni dell'ultimo periodo a un ritorno alla 'guerra fredda'. Ma nessuno può riportare indietro la storia". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 50esimo anniversario dell'insediamento del Nato Defense College nella sede di Roma e del 65esimo anniversario della sua fondazione. "Né appare sensato riproporre il ripristino di una barriera che rievoca fatalmente quella cortina di ferro che umiliò per tanto tempo le aspirazioni di libertà di interi popoli e per smantellare la quale fu necessaria la determinazione del mondo atlantico e il lungo percorso messo in campo con la Conferenza di Helsinki". Sottolinea il capo dello Stato: "E' indispensabile che si ponga fine all'irragionevole momento di tensione, la cui pericolosità vivono, quotidianamente, i nostri militari. Le esibizioni di forza, il continuo saggiare le forze, sono solo l'avvio di escalation per smontare le quali occorrono poi anni di ripristino di reciproca fiducia". Per Mattarella "va affermata con priorità, naturalmente, la regola del ristabilimento della legalità internazionale. La via del dialogo rimane centrale". E quindi, sottolinea il presidente della Repubblica, "la convocazione del Consiglio Nato-Russia ha rappresentato un passo nella giusta direzione e ci auguriamo che tale filo non venga spezzato, auspicando che la Russia voglia seriamente collaborare in questa direzione".

"Soltanto una rinnovata prova di unità e profonda solidarietà fra Alleati può difendere i valori delle nostre democrazie", ribadisce Mattarella, soprattutto "in una fase in cui l'Unione Europea sta attraversando un assestamento inevitabile a seguito degli esiti del referendum britannico. Londra rimane un partner centrale nell'ambito dell'Occidente, un alleato imprescindibile". Su queste basi "l'Italia vive la sua appartenenza alla famiglia atlantica, alla quale non ha mai fatto mancare il proprio contributo in termini di visione, prima ancora che in uomini e mezzi. E' infatti in questi valori che ancora oggi, a distanza di quasi settanta anni, ci riconosciamo. Quei valori che ci portano oggi a considerare positivamente le richieste di rassicurazione da parte dei nostri Alleati dell'Est europeo ma anche a garantire una continuità alla nostra partecipazione alle missioni in Afghanistan e in Kosovo".

Terrorismo ed emergenza migratoria e umanitaria sono i nuovi fenomeni che emergono, evidenzia Mattarella, e "l'Italia sopporta il peso praticamente da sola per quanto riguarda la "rotta mediterranea". La Nato "rappresenta in quest'area un elemento di stabilità e un potenziale moltiplicatore di sicurezza, apprezzata nei vent'anni di cooperazione e dialogo intrattenuti con i Paesi del Medio oriente e Nord Africa". E' urgente, quindi, avvisa il presidente della Repubblica, "che l'Alleanza implementi la sua strategia verso il Mediterraneo, insieme con l'Unione Europea e le altre Organizzazioni Internazionali". Da qui proviene infatti "una instabilità che, grazie ad un mondo che la globalizzazione ha reso piccolo, si scarica inevitabilmente sui nostri Paesi e le nostre Istituzioni, sollecitandone la capacità di essere all'altezza dei valori fondanti delle nostre democrazie. Una instabilità che - se non contrastata - é destinata a diffondersi, grazie alla rapidità delle comunicazioni, al rafforzarsi delle reti criminali e alla presenza di un fenomeno migratorio non destinato a esaurirsi a breve".