Circa un terzo delle risorse destinate alle Regioni per i centri antiviolenza non sono stati spesi e il primato negativo spetta al Lazio e al Molise. E' quanto emerso nel corso dell’audizione del ministro per le Riforme con delega alle Pari opportunità Maria Elena Boschi davanti alle commissioni riunite Affari costituzionali, Lavoro e Affari sociali della Camera. "A fine giugno, quando ho ricevuto la delega - ha spiegato Boschi - non c'era una conoscenza puntuale delle risorse messe a disposizione delle Regioni per le case rifugio e i centri antiviolenza. Si trattava di 30 milioni nel biennio precedente. Il primo passo quindi è stato la verifica dell'utilizzo di queste risorse. E una prima ricognizione ci ha indicato un dato preoccupante: circa 10 milioni di risorse non sono state spese dalle Regioni. Alcune , in maniera virtuosa, hanno utilizzato integralmente le risorse con risultati positivi, altre non le hanno utilizzate, con una criticità per la città di Roma, su cui stiamo lavorando con i soggetti istituzionali". Ora per il prossimo biennio ci sono ulteriori fondi "che sfiorano i 19 milioni".

Rispondendo poi alle domande, Boschi è tornata sulle responsabilità delle Regioni nel mancato utilizzo dei fondi, indicando in particolare il Lazio e il Molise. "Per il Lazio questo dipende dal riparto delle competenze tra la Regione e la città metropolitana di Roma. Non è chiara la competenza. Poi altre Regioni - ha proseguito - a nostro avviso non hanno destinato le risorse a questi centri. Magari a iniziative meritevoli ma non ai centri". Di qui l'iniziativa del Dipartimento di convocare dei tavoli informali con le Regioni, i Comuni e i Centri stessi.

Boschi si è poi soffermata sull'importanza degli asili nido. “Si puo' sempre fare meglio – ha premesso - ma c'e' un problema oggettivo di riparto delle competenze. Nella prima Legge di Stabilita' di questo governo abbiamo messo a disposizione 100 milioni di euro per nuovi asili nido, ma ancora non sono stati spesi dalle Regioni. E se finora non sono stati spesi, e' difficile ipotizzare che ci siano altri stanziamenti”. La ministra ha poi fatto sapere che “è verosimile che i 2 milioni di euro ancora non spesi" per i voucher asili nido-baby sitter "siano erogati entro la fine dell'anno, perché il provvedimento è alla Corte dei Conti". La prossima settimana, invece, “si riunirà l'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile che vedrà riunite le associazioni che operano in questo campo". Infine, per quanto riguarda il Fertility day, Boschi ha spiegato: "Credo che la ministra Lorenzin sia stata la prima ad ammettere che era una campagna di comunicazione sbagliata. Io ho detto che non condividevo la campagna e come Unar abbiamo fatto rilevare che una parte della campagna era sbagliata per alcuni soggetti scelti. Credo poi che l'iniziativa avesse un obiettivo in sé condivisibile: informare le donne sulla parte che riguardava i rischi collegati a patologie e malattie e sulla fertilità. Il governo pensa che la maternità sia una libera scelta, non c'è dubbio. Il nostro compito è far sì cha sia davvero una libera scelta e non una scelta obbligata".