Partirà dal primo maggio del 2017 l'Ape agevolata (anticipo pensionistico senza penalizzazione) e potranno beneficiarne i disoccupati, i disabili e alcune categorie di lavoratori impegnati in attività faticose purché abbiano un reddito inferiore ai 1.350 euro lordi. E' quanto è stato stabilito nell'incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati. "L' Ape Social si potrà chiedere se si ha una soglia di reddito compresa fino a 1.350 euro lordi - ha spiegato il segretario confederale della Uil Domenico Proietti - . Il lavoratore non paga niente, interviene lo Stato. Le misure sulle pensioni saranno inserite nella Legge di stabilità. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ha confermato ai sindacati che il governo stanzierà 1,5 miliardi nel 2017 e 1,6 nel 2018 per complessivi sei miliardi nel triennio".

"Oggi e' stato compiuto un primo passo per definire le caratteristiche dei lavori gravosi e delle altre condizioni per ottenere l'Ape agevolata e per permettere ai lavoratori precoci di accedere al pensionamento con 41 anni di contributi - ha aggiunto il segretario confederale della Cisl Maurizio Petriccioli -. Il tetto del reddito per accedere all'Ape social per disoccupati, disabili e occupati in attivita' come maestre, operai edili e alcune categorie di infermieri, e' stato fissato a 1.350 euro lordi e partira' dal primo maggio 2017. L'Ape agevolata richiede poi almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è ancora in attività". Critica la Cgil. "Il Governo Renzi si rimangia la parola: 30 anni di contributi invece di 20 per l'Ape social - scrive la Cgil sul suo profilo Twitter -. Gli antibiotici a Matteo Renzi non fanno effetto". Ieri  il premier aveva afferma scherzosamente che dopo l'accordo con i sindacati sulle pensioni aveva iniziato a prendere l'antibiotico.