“Nulla di nuovo sul fronte dei giochi: Baretta intervenendo in una trasmissione ha ricordato l’appuntamento previsto in sede di Conferenza Unificata per il prossimo 20 ottobre e ha parlato di una trattativa con gli enti locali che riguarda la collocazione nello spazio e nel tempo delle macchinette, una misura indispensabile per la riduzione delle macchinette. Intanto l’associazione nazionale dei produttori ‎di apparecchi da intrattenimento ricorda la necessità di ottenere il più velocemente possibile informazioni certe sul futuro del settore. Più che la riduzione degli apparecchi sul territorio a mettere a rischio le imprese è la prolungata assenza di indicazioni condivise sul futuro della distribuzione e della produzione. La loro paura, che è anche la nostra, è che non si verifichi un caso analogo a quello delle AWP 3, che si è concluso dopo oltre 2 anni di lavoro un nulla di fatto. Con l’arrivo della legge di bilancio sembra comunque che per il settore dei giochi ci dovrebbe essere solo una disposizione per il ‘recupero’ della trance dei 500 milioni di imposta aggiuntiva richiesta l’anno scorso ai concessionari delle slot e non ancora incassata. Il che equivale a dire che ancora una volta hanno vinto i signori del gioco: rimandando di anno in anno la stessa richiesta di 500 milioni si fa un sostanziale gioco delle tre carte: io chiedo, tu non dai, io torno a chiedere quel che tu non darai. Nel frattempo il governo afferma davanti alla pubblica opinione di aver imposto una tassazione superiore all’azzardo; loro frattanto si lamentano del disastro sociale che si potrebbe creare se pagassero una tassa di quel genere con la immediata perdita di posti di lavoro e il gioco continua all’infinito, mentre gli unici che pagano sono i giocatori, che perdono sempre a questo famoso gioco”. Lo afferma Paola Binetti deputata di Area popolare.

“Da anni parliamo di gioco, soprattutto in occasione della discussione della legge di bilancio -continua Binetti -, ma l’ottica è sempre e solo quella di garantire gettito fiscale, tutelando in qualche modo concessionari e gestori, produttori di macchinette e indotto della pubblicità. Mai dalla parte delle famiglie o delle persone affette da grave dipendenza dal gioco d’azzardo. Anche la proposta del DEF dello scorso anno – prosegue Binetti - andava in questa direzione. Da un lato prevedeva la sostituzione di una parte degli apparecchi con altri più moderni e controllabili da remoto e in questo modo metteva in posizione privilegiata chi produce le macchinette; dall’altro immaginava di poter controllare meglio i flussi di gioco e i relativi ricavi, a stretto vantaggio dei Monopoli e del governo stesso, ma non faceva nulla per tutelare i giocatori, anzi li esponeva a una serie di novità di gioco per attrarli, mentre proponeva loro giochi a più alto costo e a minor margine di possibile vittoria. Il rischio però è che a gennaio ci sia un ulteriore provvedimento che faccia slittare la scadenza perché non sono pronte le nuove macchinette, non sono pronti i locali in cui collocarle, non è pronto il pubblico. E nella naturale Babele di regole e regolamenti sul funzionamento di tutto il comparto del gioco guadagneranno solo monopoli e concessionari. Mai una volta che ci si ponga a fianco delle famiglie e dei giocatori. A meno che – conclude Binetti - non si rimetta mano alla famosa legge di prevenzione e di cura della ludopatia“.