“E’ eticamente accettabile che la nazionale italiana “più amata dagli italiani”, quella di calcio, abbia come main sponsor una società di scommesse, mentre nel nostro Paese quasi un milione di persone è affetta da azzardopatia? La risposta, in un Paese normale, sarebbe "no", eppure il governo italiano non ha nulla da ridire rispetto all’accordo siglato tra Fgic e Intralot. Questa operazione di marketing è stata resa possibile dalle maglie larghe della legge sul divieto di pubblicità per le scommesse che l’esecutivo ha varato lo scorso anno e che abbiamo sempre criticato, proprio perché avrebbe consentito operazioni di “aggiramento” della norma come quella in questione. Il divieto sulla pubblicità diretta - attualmente limitata ai tre principali canali Rai e Mediaset - è una misura palesemente insufficiente e dunque, questa restrizione deve essere estesa a tutti i canali tv e anche alla pubblicità indiretta. Il governo tutto questo lo sa benissimo ma fa spalluce, restando in panchina nel contrasto all’azzardopatia”. Così i deputati Matteo Mantero, Simone Valente e Massimo Baroni commentano l’interpellanza urgente presentata questa mattina alla Camera alla quale ha risposto il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi.

“Già il governo nel suo intervento è partito con il piede sbagliato, chiamando ludopatia il disturbo del comportamento scientificamente noto come azzardopatia -spiegano gli esponenti M5S -. Successivamente l’esecutivo è andato fuori tema, descrivendo il contrasto al gioco d’azzardo illegale in Italia. Oggi in discussione non c’erano scommesse illegali, materia di competenza delle forze dell’ordine, ma quelle legali. Il sottosegretario Rossi ha poi sostenuto che la sponsorizzazione di Intralot alla nazionale di calcio non costituirebbe un aggiramento della norma. Una tesi difensiva estremamente debole: la realtà è che i divieti alla pubblicità non sono stringenti, per cui eluderli è molto semplice. Nel frattempo l’azzardopatia manda sul lastrico migliaia di persone e famiglie, con costi sociali che pesano sulle casse dello Stato per miliardi di euro. Nonostante l’operazione della Fgic sia inaccettabile, il governo si sta voltando dall’altra parte e fa finta di non vedere, a dimostrazione del fatto che per Renzi l’etica politica non è un valore. Una timidezza, quella dell’esecutivo nel contrasto all’azzardopatia, rispetto alla quale sarebbe necessario fare totale chiarezza al fine di comprendere se le pressioni esercitate dalla potente lobby dell’azzardo trovino in Palazzo Chigi un terreno fertile”.