“Ritengo che non appaiono elementi per considerare l'episodio riferito nell'interpellanza un aggiramento del divieto di pubblicità stabilito dalla norma, rientrando piuttosto nei casi di esclusione dal divieto specificatamente individuati dal comma 939 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2016”. Lo ha detto Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa, rispondendo nell’Aula della Camera a un’interpellanza urgente del gruppo M5S, primo firmatario Matteo Mantero, sull'accordo di sponsorizzazione tra la nazionale di calcio e la società di scommesse Intralot e sul divieto totale della pubblicità, diretta ed indiretta, e, quindi, anche delle sponsorizzazioni sportive sul gioco d’azzardo.

“La Federazione Gioco Calcio, che è una delle cinque grandi federazioni calcistiche europee, ha personalità giuridica di diritto privato e, come tale, si muove in autonomia – ha spiegato Rossi -. Nel fornire chiarimenti sulla questione la Federazione ha rilevato come altre istituzioni e organizzazioni sportive, nazionali ed internazionali, abbiamo anch'esse concluso importanti accordi di sponsorizzazione con il settore del betting e come in Europa ci siano numerose federazioni calcistiche sponsorizzate da marchi del settore, tra le quali le federazioni inglese, francese, spagnola e portoghese. Rileva la Federazione che i marchi dei maggiori operatori del settore hanno da tempo una vastissima diffusione pubblicitaria, godendo di ampi spazi mediatici, anche con l'intervento di popolari artisti”.

Riguardo all'accordo sottoscritto con Intralot, “la Figc – riferisce il sottosegretario - rileva come si tratti di una partnership commerciale limitata rispetto alle prerogative concesse abitualmente ad altri sponsor. La sponsorizzazione, infatti, è limitata alle sole nazionali maggiori (nazionali A e Under 21) e non prevede l'utilizzazione di immagini di calciatori né l'apposizione del marchio sulle maglie né su altro materiale tecnico. Con riferimento particolare alla partita disputata dalla nazionale con la Spagna, non è apparso neppure alcun cartellone pubblicitario riferito alla Intralot”.

“La lotta alla ludopatia è uno degli obiettivi di questo governo, che si è già impegnato su questo con iniziative incisive”, ha sottolineato Rossi che ha aggiunto: “Come previsto dalla legge di stabilità 2016, in sede di confronto con le regioni e gli enti locali si stanno discutendo le caratteristiche dei punti di vendita dove si raccoglie il gioco pubblico e i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale proprio allo scopo di garantire il raggiungimento dei migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell'ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori nonché per prevenire il rischio di accesso dei minori di età. Entro il mese di ottobre – ha concluso il sottosegretario - la questione inoltre sarà l'oggetto di intesa in sede di Conferenza unificata”.