"E' vero che la Federazione Italiana Gioco Calcio è dotata di autonomia decisionale, ma è anche vero che è federata al CONI, il quale è partecipato al 100% dal ministero dell'Economia e che le Nazionali rappresentano l'Italia intera. La valutazione sull'opportunità della sponsorizzazione Premium degli Azzurri da parte di Intralot, multinazionale di scommesse e giochi online, anche d'azzardo, non può limitarsi a considerare solo gli aspetti legali". Lo dicono i senatori Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia e primo firmatario del ddl sul riordino dei giochi e Stefano Vaccari , coordinatore del comitato della stessa Commissione sulle infiltrazioni nel gioco legale e illegale.

"Apprezziamo - continuano i due senatori dem - che il sottosegretario Rossi abbia escluso la presenza del marchio Intralot sulle maglie azzurre, ma non basta e siamo tutti ben consci del fatto che il valore, sia economico che simbolico, di questa partnership vada ben oltre il divieto di pubblicità televisiva del gioco d'azzardo, che non viene per fortuna aggirato. Tuttavia il sottosegretario Baretta e il viceministro Bubbico erano stati chiari sulla scelta della FIGC. E' per questo che chiediamo alla FIGC e al CONI di rescindere il contratto di sponsorizzazione, come chiede il coro unanime di proteste che si è sollevato dal mondo sportivo e istituzionale. Non si tratta in questo caso di vietare la pubblicità sui giochi, come qualcuno chiede in modo strumentale, ma di evitare messaggi ambigui e fuorvianti per tramite delle Nazionali più seguite nel Paese. Le Nazionali non possono essere associate al gioco d'azzardo, anche se legale. Questo governo e questo Parlamento si stanno impegnando molto sia nel contrasto alle ludopatie che nel rivedere in modo organico la normativa sul gioco, riducendo la distribuzione nel Paese e alzando le barriere contro la criminalità organizzata. Anche alla luce di questo impegno - concludono i senatori dem - l'associazione degli Azzurri a Intralot è inopportuna".