AGRICOLAE riporta nel link qui di seguito le interrogazioni, le interpellanze, gli ordini del giorno e le risoluzione che vengono quotidianamente presentati alla Camera e al Senato a tutela del made in Italy agroalimentare. Pesca, agricoltura e industria alimentare in primo piano per i deputati e i senatori che lavorano gomito a gomito o uno contro l'altro, per cambiare la vita di chi lavora di terra e di mare. Qui a seguire il testo integrale

INTERROGAZIONE PADUA, PD SENATO, SU CARRUBO

Atto Senato

 

Interrogazione a risposta orale 3-03221

presentata da

VENERA PADUA
giovedì 13 ottobre 2016, seduta n.700

PADUA - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il carrubo (Ceratonia siliqua) è una pianta monumentale originaria del bacino meridionale del Mediterraneo (Spagna, Marocco e Italia), annoverabile tra i simboli dell’identità territoriale iblea;

il nostro Paese è il secondo dopo quello iberico per la produzione di carrube;

le carrube, come i semi, sono utilizzate principalmente per alimentazione animale e scopi industriali;

come emerge dal piano di settore delle piante officinali 2014-2016 del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, tra i prodotti maggiormente esportati dal nostro Paese si trovano “mucillagini e gli ispessenti di carrube o di semi di carrube”; nel 2011, ne sono state esportate oltre 2.700 tonnellate con introiti per 17 milioni di euro, corrispondenti a più del 4 per cento degli incassi totali dell’Italia;

a partire dal periodo estivo, e con un aumento dei casi in questi ultimi giorni, si sono manifestati i primi ingiallimenti nelle foglie arboree causati dall’azione di coleotteri, come lo Xylosandrus compactus, che disseccano i rami della pianta, causando importanti danneggiamenti;

secondo fonti di stampa “su un patrimonio arboreo di 300.000 ceppi censiti sono 100.000 gli alberi che evidenziano folle ingiallite e il tronco rapidamente rosicchiato. La superficie si estende da Santa Croce Camerina fino alle contrade rurali di Scicli e Pozzallo”;

bisogna anche rilevare come, oltre a combattere l’azione degli insetti che distruggono gli alberi causando rilevanti danni ambientali e all’immagine del territorio, andrebbe incentivata, allo stesso tempo, la produzione di carrube, che riveste un rilievo non indifferente nel panorama agricolo ragusano,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano attivarsi, al fine di individuare adeguate soluzioni per salvaguardare i carrubi nel territorio ibleo e fermare l’azione dei coleotteri che ivi stanno provocando gravi danneggiamenti, con conseguenti ripercussioni sul piano paesaggistico ed economico.

(3-03221)

INTERROGAZIONE ANGIONI, PD SENATO, SU AREA MARINA INTERESSATA DA ADDESTRAMENTO MILITARE

Atto Senato

 

Interrogazione a risposta scritta 4-06510

presentata da

IGNAZIO ANGIONI
giovedì 13 ottobre 2016, seduta n.701

ANGIONI, CUCCA, LAI - Al Ministro della difesa - Premesso che :

il poligono militare di capo Frasca (Cagliari) è utilizzato dalle aeronautiche e dalle marine italiane, tedesche e NATO per esercitazioni di tiro a fuoco aria-terra e mare-terra. Occupa una superficie di 14 chilometri ed impegna un’area di sicurezza nel mare interdetta alla navigazione;

l’area marina coinvolta dalle operazioni di addestramento militare, interdetta alla navigazione ed alle attività di pesca, comprende le marinerie dell’oristanese operanti negli specchi acquei adiacenti al poligono;

l’attività di pesca nella zona marina antistante al poligono impegna diverse centinaia di pescatori che da settimane manifestano civilmente per la rivendicazione dei loro diritti;

un tavolo tecnico di concertazione ha visto coinvolti i rappresentanti dello Stato maggiore della difesa, la Regione Sardegna, diversi enti locali e le associazioni di categoria dei pescatori. Il tavolo si è riunito nei primi mesi del 2016 e dopo 4 riunioni ha concluso i suoi lavori il 3 marzo con un accordo ritenuto accettabile da tutte le parti;

considerato che :

è necessario ridimensionare l’area interdetta e l’area regolamentata, ampliando lo specchio acqueo transitabile al fine di ripristinare le attività di pesca e rendendo la presenza militare compatibile con le attività turistiche dei territori confinanti, fondamentale per il loro sviluppo economico;

occorre con urgenza prevedere delle rotte transitabili di sicurezza per limitare i tempi ed i rischi della navigazione con finalità di pesca alle condizioni meteorologiche avverse;

occorre con urgenza l’accertamento dell’eventuale presenza sui fondali antistanti al poligono di mine magnetiche, proiettili o altri ordigni potenzialmente pericolosi per la navigazione, al fine di prevedere le conseguenti opere di bonifica e di ripristino;

le esercitazioni militari, in particolare aeree, dovrebbero avvenire nel rispetto dell’ambiente, delle comunità che abitano nei luoghi vicini e degli operatori della pesca;

ai pescatori a cui viene interdetta la possibilità di esercitare l’attività di pesca non sono mai stati riconosciuti gli equi indennizzi, seppur obbligatori in base all’art. 332, comma 5, dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, in conseguenza degli sgomberi, sia temporanei che permanenti, e ancora meno le maggiori spese per carburante, l’aumento dei tempi di navigazione, i divieti di ancoraggio,

si chiede di sapere:

quali impegni e conseguenti azioni il Ministro in indirizzo intenda adottare con urgenza per mitigare l’impatto dei vincoli derivanti dalle esercitazioni militari del poligono di capo Frasca gravanti sulle attività di pesca;

quali azioni intenda adottare con urgenza per la riperimetrazione delle aree e delle tipologie di interdizione al fine di limitare l’impatto dei vincoli sugli operatori della pesca, anche con l’obiettivo di creare dei corridoi marini per rendere più sicura l’attività di questi ultimi;

quali azioni intenda adottare con urgenza per l’accertamento della presenza di pericolosi ordigni sui fondali marini al fine di affrontare le opere di bonifica e di ripristino dei luoghi;

quali azioni intenda adottare con urgenza per il riconoscimento agli operatori della pesca coinvolti di ottenere gli equi indennizzi, previsti dall’art. 332, comma 5, dell’ordinamento militare, conseguenti agli sgomberi sia temporanei che permanenti.

(4-06510)

INTERROGAZIONE CASALETTO, AUTONOMIE SENATO, SU TRUFFA GRANO

Atto Senato

 

Interrogazione a risposta scritta 4-06500

presentata da

MONICA CASALETTO
giovedì 13 ottobre 2016, seduta n.700

CASALETTO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico - Premesso che:

risulta che 11.000 tonnellate di grano duro convenzionale sono state vendute come grano biologico grazie alla manomissione di un certificato di conformità: la truffa è partita da San Paolo di Civitate (Foggia), ed a rivelarla è stata la trasmissione “Report” andata in onda su Rai3 lunedì 10 ottobre 2016;

la frode, ovviamente, dimostra la scarsa qualità dei sistemi di controllo in agricoltura: gli enti che dovevano controllare la conformità dei prodotti si sono infatti accorti della contraffazione con svariati mesi di ritardo. I mulini Santacroce, De Vita ed il pastificio De Matteis, che avevano acquistato le granaglie, hanno proceduto al ritiro della merce sugli scaffali, ma i supermercati come Coop ed Esselunga non hanno proceduto al ritiro, affiggendo un avviso pubblico negli esercizi in cui si sottolineava che: “non esiste rischio per la salute dei consumatori perché la pasta è vero che non può essere classificata come bio, ma non risultano residui di pesticidi”;

in 5 anni sembra che siano transitate circa 350 tonnellate di grano “falso bio” nel nostro Paese. Ad essere stata investita dalla truffa sarebbe stata gran parte dei mulini più grandi tra quelli specializzati nel settore biologico in Italia. Dai loro magazzini, infatti, sembra che sia stata fatta partire la semola che in seguito, trasformata in pasta dai pastifici, è stata commercializzata ai maggiori distributori del settore in tutta Europa e negli USA;

questa truffa si sviluppa in Romania dove alcuni enti di certificazione italiani sono stati sospesi perché certificavano come biologici prodotti trattati con fitosanitari e pesticidi;

considerato che vi è la necessità di prevedere nel piano strategico nazionale il riconoscimento di un organismo interprofessionale chiamato a elaborare regole per mantenere l’integrità del settore e per delineare strategie per il suo sviluppo,

si chiede di conoscere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover intervenire con un reale impegno a sostegno del comparto dell’agricoltura biologica;

se non ritengano che la fruizione di cibo biologico, privo di sostanze nocive, debba diventare un diritto universalmente riconosciuto e alla portata di tutti, e per questo meritevole di tutte le attenzioni e dei controlli necessari.

(4-06500)