Nel corso del vertice di Varsavia “l'Italia ha dato la disponibilita' per fornire una compagnia con numeri non molto consistenti all'interno di una organizzazione che prevede il coinvolgimento di moltissime nazioni della Nato. Noi, in questo contesto, saremo con i nostri militari in Lettonia". Lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti commentando la rivelazione fatta dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg che in un’intervista aveva parlato dell’impegno dei militari italiani al confine con la Russia a partire dal 2018. “Sarete parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici” ha detto Stoltenberg precisando come si tratterà di una presenza “simbolica”, circa quattromila unità. Tuttavia utile a dimostrare che “ci siamo e siamo uniti” e che “abbiamo una difesa forte che garantisce la deterrenza”. La Nato - ha detto il segretario generale – “deve rafforzare la Difesa e fare il possibile per avere una relazione di maggiore cooperazione con la Russia”. Parlando dei rapporti con Mosca ha poi aggiunto: “Non siamo nella Guerra fredda, ma non c’è nemmeno il partenariato a cui lavoriamo da anni. La Russia da anni cerca di ricostruire un sistema basato sulle sfere di influenza in cui le grandi potenze controllano i vicini, per limitarne sovranità e indipendenza. È il vecchio sistema, il sistema di Yalta in cui le potenze si spartivano l’Europa. Non lo vogliamo. Nessuno può violare la sovranità dei singoli Paesi”. Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Che ha precisato come l'invio dei militari italiani non possa essere considerato un atto di aggressione verso Mosca "ma di una politica di rassicurazione e difesa dei nostri confini come alleanza atlantica"