Un disavanzo di 13.5 milioni di euro e solo 13 investiti. Dieci soggetti sopravvissuti e 16 esclusi. Si è concluso così il primo capitolo della brutta storia dell’Ocm vino che ha portato alla luce AGRICOLAE da luglio in poi. Tra un ricorso e l’altro il ministero delle Politiche agricole è andato avanti di proroga in proroga fino a resettare la graduatoria originale – stilata secondo gli stessi criteri dettati dal ministero stesso e dal decreto firmato dal ministro delle Politiche agricole e del successivo bando firmato dal direttore generale – scontentando, di fatto, tutti. Ma quanto accaduto da luglio ad oggi, si preannuncia essere solo l’inizio di una storia che sembra ancora tutta da scrivere e che ha visto, con il neo decreto pubblicato oggi, tra i grandi esclusi anche la Fiera di Verona (e quindi il Vinitaly), Campari, Antinori e chi più ne ha più ne metta dei simboli del vino made in Italy nel mondo. Oltre alla cooperazione e Confagricoltura.

Da quanto apprende AGRICOLAE starebbero per piombare addosso al dicastero di Martina nuovi ricorsi – forse anche penali – da una parte e dall’altra. Mipaaf sotto assedio dunque. E tutto ricomincerà daccapo. A grattacapo si aggiunge grattacapo: bisognerà ora decidere come veicolare i 13 milioni di euro che dall’Ocm vino tornano alla Direzione generale Mipaaf di Saverio Abate e che dovranno essere traslati nelle misure complementari.

Ad annunciare subito battaglia sono stati i due consorzi in testa nella vecchia classifica, ‘Italian Essence’ e ‘Experience Italy’. Possono gli elementi condivisi di partecipazione ad un bando significativo divenire elementi di compartecipazione ad uno sbando insignificante? I consorzi ‘Italian Essence’ e ‘Experience Italy’ prendono atto della decisione assunta dal Ministero – scrivono in una nota – manlevata da una approfondita sequenza di domande e risposte ottenute, e manlevata infine dal pronunciamento del Tar in data 12 ottobre 2016. Ciò significa che tutte le buone ragioni del nostro buon operato fin qui adempiute saranno tutelate, difese e sostenute, tramite ricorsi. Siamo stati tagliati fuori dalla graduatoria con motivazioni nulle e pretestuose. La funzione di responsabilità da parte del Ministero di ciò che esso ha istituito e spiegato sarà fatta valere contro la decisione dello stesso Ministero comunicata oggi”. Ma non solo, i soggetti in coda sembrano essere molti. E tutti con il coltello fra i denti.