Il tribunale di Como ha accolto il ricorso di un distributore di slot machines contro i Monopoli di Stato per la multa comminata per la presenza in un bar di due apparecchiature in cui era inattivo il sistema di blocco a seguito di rimozione della copertura della scheda di gioco e che quindi violavano l’articolo 110 comma 9 lettera c) del Tulps che sanziona la distribuzione di apparecchi e congegni per il gioco lecito non rispondenti alle caratteristiche e le prescrizioni indicate nel medesimo comma 6 e nelle disposizioni di legge ed amministrative attuative di detto comma, con riferimento specifico alle regole tecniche di produzione contenute nel Decreto Direttoriale 4.12.03. Secondo i giudici "l’accertamento dell’assenza del sistema di blocco delle schede è di circa tre anni successivo alla vendita da parte della società appellante, per cui non è possibile ricavare presuntivamente che le apparecchiature si trovassero in tali condizioni sin dall’origine o che siano state manipolate o alterate proprio dall’odierna appellante.

Non è possibile neppure desumere che la disattivazione del sistema di blocco fosse nota agli appellanti al momento della distribuzione. In tema di sanzioni amministrative, ai sensi dell'art. 3 della legge n. 689 del 1981, è infatti necessaria e al tempo stesso sufficiente la coscienza e volontà della condotta attiva e di ciò manca ogni prova". Per il tribunale di Como "l’amministrazione resistente non ha neppure dedotto che la disattivazione del sistema di blocco doveva necessariamente essere il risultato di un intervento manipolativo che solo la società appellante poteva eseguire quale distributore o installatore della scheda. Poiché è onere dell’amministrazione dimostrare che la messa in circolazione di apparecchiature non conformi sia imputabile all’azione o all’omissione del distributore, l’ordinanza ingiunzione deve ritenersi illegittima e va pertanto annullata".