La riforma costituzionale "potrebbe consegnare a un solo uomo e a un solo partito‎ l'Italia e gli italiani.‎ Con appena il 15% degli aventi diritto al voto, quindi con una esigua minoranza, un leader, già padrone del suo partito, potrebbe diventare col 55% padrone dell'unica Camera che farà le leggi ordinarie e quindi diventare anche colui che sceglie il Presidente della Repubblica e i membri della Corte Costituzionale. Vorrebbe dire "padrone dell'Italia e degli italiani. E poi non diciamo "No" per lasciare le cose come stanno". Lo ha detto Silvio Berlusconi al Tg5. Il leader di Forza Italia ha poi spiegato: "Diciamo No perché dopo il No sia possibile approvare, tutti insieme, una riforma vera, diversa, una nuova riforma che deve contenere la scelta da parte degli elettori del Presidente della Repubblica, un vero taglio dei parlamentari, che vanno ridotti di oltre la metà. Deve contenere il vincolo di mandato, per cui un eletto non può cambiare bandiera senza dimettersi: un limite costituzionale alle imposte, alla pressione fiscale che nessun governo può superare: una vera riforma delle Regioni, che oggi sono diventate un'altra grande e costosa burocrazia".