È approdata sulle scrivanie della commissione Europea il Progetto di bilancio che sintetizza le linee guida della legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministro lo scorso sabato. Il Draft Budgetary Plan (noto anche come Dbp) sarà valutato dagli uffici europei entro le prossime due o tre settimane. Giudizio positivo è giunto questa volta da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio, lo stesso organismo che ha bocciato nelle scorse settimane la Nota di aggiornamento del Def. Il ministro Pier Carlo Padoan ha detto che, “i numeri che l’Italia ha presentato andranno valutati”, ma dice sicuro che il nostro paese è “in regola”, e spiega che non ci troviamo di fronte a uno “spot elettorale, fa bene alla crescita”. Renzi, da Washington si dice sicuro che i conti presentati a Bruxelles sono in “regola”: “vogliamo regole diverse – ha spiegato dalla Casa Bianca il presidente del Consiglio - ma finché non cambiano le rispettiamo”. Il presidente Usa Barack Obama, durante la conferenza stampa successiva all’incontro con Renzi, ha espresso dubbi sulle politiche restrittive dell’Ue.

L’esame della bozza di Bilancio, comunque, è appena cominciata e sarà “esigente” come ha detto Pierre Moscovici nelle scorse ore. Per la commissione Ue i dubbi riguarderebbero il deficit al 2,3 per cento e le spese sulle due emergenze - migranti e terremoto –, su cui si esprimono dubbi sulla reale spesa. Ma anche l'andamento del deficit strutturale. Secondo gli impegni dovrebbe ridursi di almeno lo 0,6 per cento. Da Bruxelles si aspettano segnali da Roma: ad esempio una riduzione di almeno lo 0,1 per cento avrebbe permesso alla Commissione di valutare con clemenza i conti pubblici italiani. Il deficit strutturale è invece previsto nel documento trasmesso alla Commissione europea un aumento dello 0,4 per cento.

Dal canto suo il ministro dell’Economia si aspetta che “si applichino le regole”, soprattutto dopo la richiesta dell’Italia a Bruxelles di passare da un deficit al 2 per cento a uno al 2,3 per cento, “il più basso in tanti anni”, ha sottolineato il ministro. Una richiesta ha precisato Padoan, che giunge “in virtù delle spese eccezionali che sono quelle dei terremoti e della ricostruzione e dei migranti che purtroppo non diminuiscono ma aumentano. Si tratta di una grande emergenza di cui l’Italia si fa carico per se stessa ma anche per tutta l’Europa, perché noi siamo il confine meridionale dell’Europa”.

“L’Europa vive su un rapporto di fiducia, come in passato si prenderà atto che le cose cambiano” ha detto. E sull’accoglienza ai migranti il ministro ha ricordato lo sforzo sostenuto dal nostro Paese: “Ci sono milioni di migranti che vogliono venire in Europa passando per l’Italia. L’Italia fa un grande sforzo per salvare vite umane, accogliere e gestire un enorme flusso di persone”.