Il settimanale"Chi" pubblica, nel numero in edicola da mercoledì 19 ottobre, un’eccezionale esclusiva: la prima intervista a due voci di Barack e Michelle Obama che tracciano un bilancio dei loro otto anni alla Casa Bianca a poche settimane dalla fine del mandato presidenziale: una lunga intervista a cuore aperto, corredata da un eccezionale servizio fotografico esclusivo, nella quale la coppia presidenziale, oltre a fare un bilancio dei traguardi raggiunti, condivide per la prima volta molti lati personali e intimi della loro vita alla Casa Bianca. "I ricordi più cari, quelli che rimangono - dice Obama - alla fine sono quelli familiari. Fra quelli che mi sono più cari ci sono le notti estive passate con le ragazze a far correre i nostri cani (Bo e Sunny) sul prato, parlando con loro e ascoltandole, cercando di far muovere Bo perché, quando faceva molto caldo, se ne stava seduto lì e noi lo tiravamo. Gli dicevamo 'vieni, noi stiamo ancora camminando'. E poi stare sul tetto a guardare i fuochi d'artificio del 4 luglio; il giorno del compleanno di Malia, con tutti i suoi amici. Anche se lei allora non aveva creduto che avessi organizzato tutto questo per il suo compleanno, sapevo che sarebbe stato un ricordo indelebile".

"Otto anni sono tanti se ti guardi indietro - gli fa eco la First Lady Michelle -. In fondo è l'infanzia delle nostre figlie. Per Sasha è quasi tutta la sua giovinezza: è arrivata qui a sette anni e se ne va a 15". E proprio alla figlia maggiore Sasha è legato uno dei ricordi più divertenti del primo mandato di Barack Obama, una visita di Stato in Russia. "Ricordi il primo viaggio che abbiamo fatto tutti insieme? - ricorda il presidente Usa. Siamo andati in Russia e Sasha indossava il suo trench". "Sembrava un piccolo agente segreto", gli fa eco Michelle Obama. "Aveva 8 o 9 anni - continua Obama - e se ne andava in giro per il Cremlino indossando un trench". "Sì, camminava per il Cremlino e tutti le chiedevano 'Who are you?, Chi sei?' - dice ridendo la First Lady -. Era il loro primo vero viaggio internazionale, quelli in cui si dorme in aereo e, quando ti alzi, devi ancora viaggiare. Eravamo seduti nella limousine e Malia aveva una faccia che diceva 'non mi sono mai sentita peggio in vita mia'. E io: 'Ecco, questo è il jet lag, tesoro'".