“Ho l’impressione che lo Stato sia un po’ schizofrenico. Innanzitutto c’è un problema di fondo che riguarda la nostra legislazione: facciamo tantissime leggi ma nessuno verifica che vengano applicate. Nella legge di stabilità del 2015 era prevista la riduzione delle slot ma io non me ne sono accorto”. Così Giovanni Monchiero, capogruppo dei Civici Innovatori alla Camera e componente della commissione Affari sociali di Montecitorio, interpellato dal VELINO in merito al riordino del sistema del gaming. “Oggi leggo che ci sono delle preoccupazioni perché una modifica del testo unico sulla polizia locale (art.88) potrebbe far sì che il numero dei locali in cui si gioca si moltiplichi all’infinito. Credo che sarebbe necessario superare le ipocrisie ed affrontare davvero il problema con una normativa quadro che dovrebbe contenere un principio di fondo: gli apparecchi devono essere concentrati in locali destinati esplicitamente al gioco e non messe ovunque, perché oggi il sistema presenta un eccesso di tentazione”.

Quanto al gioco online “non è davvero accettabile – prosegue l’esponente dei Civici e Innovatori - che ci siano tutti questi operatori le cui attività in gran parte sfuggono ad un reale controllo”. Per Monchiero sarebbero necessarie “due norme distinte: una di tipo sanitario destinata alla prevenzione e alla cura delle ludopatie, e l’altra di tipo orgnizzativo-giuridico-fiscale finalizzata a disciplinare meglio il settore. Se invece utilizziamo la Finanziaria per fare solo qualche piccola correzione a una situazione diventata inaccettabile – conclude -, commettiamo un grave errore”.