“Per il suo immenso patrimonio storico, architettonico e botanico il Real Bosco di Capodimonte è un bene culturale, protetto dall’UNESCO, la cui salvaguardia va intesa come azione costante e in divenire, che assecondi il naturale mutamento della materia vegetale. In questi mesi, infatti, ci siamo occupati di disporre i necessari interventi di pulizia delle aree degradate, di bonificare le piante da parassiti infestanti, di mettere in sicurezza degli arbusti. Un intervento drastico, operato con il dovuto monitoraggio eco-fisiologico, è stato quello di restituire all’area antistante la Reggia il respiro sulla città, controllando la crescita indiscriminata della vegetazione rasente alla scarpata.”. Così in una nota il Direttore del Real Museo e Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, dopo la fioritura all’interno del bosco, del ciclamino selvatico, che va ad aggiungersi 399 specie floreali comprendenti piante esotiche, piante autoctone e piante “agrarie”: un patrimonio botanico la cui varietà alterna la coesistenza di grandi cespugli di Phoenix e Chamaerops, di agrumi e nespoli, di specie vegetali provenienti da tutto il mondo come magnolie (Magnolia grandiflora) e taxodi(Taxodium disticum) dall’America, canfore (Cinnamomum camphora), camelie (Camellia japonica) dall’Asia e eucalipti (Eucaliptus camaldulensis) dall’Australia, e altre ancora. “Futuri interventi, invece – ha aggiunto Bellenger - serviranno a riportare i vecchi cromatismi ornamentali documentati nel periodo sabaudo e a sanare le grandi praterie, destinando, ai frequentatori del parco, apposite aree di svago come campi da calcio e campi da cricket, aree picnic e zone adibite al gioco dei bambini. Stiamo, inoltre, creando un’associazione di amici del Bosco di Capodimonte, che ci aiuterà ad includere i cittadini nella gestione del Bosco stesso, e vorrei che tutti i napoletani sensibili alla tutela di questo grande spazio verde, vi aderissero per essere protagonisti della futura rinascita”.