“Disservizi dei sistema di erogazione delle prestazioni sanitarie essenziali da parte dei servizi territoriali delle strutture pubbliche. forte apprensione per lo smembramento di importanti presidi ospedalieri che rappresentano per la Città storici punti di riferimento tanto sanitari quanto di legalità sul territorio. A questo si aggiungono le preoccupazioni per la crisi da parte delle strutture private convenzionate, soprattutto di piccole dimensioni, per i provvedimenti adottati dalla Regione Campania e per l’orientamento della riorganizzazione del SSN”. Punti cruciali quelli affrontati dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha scritto, secondo quanto ha fatto sapere l’ufficio stampa di Palazzo San giacomo, una nota firmata anche dall'assessore al welfare Roberta Gaeta, al presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, una nota sulle problematiche del sistema sanitario cittadino. A parte le condizioni generali, allarmante è la situazione dell’ospedale San Gennaro, e contro la chiusura prevista di alcuni reparti, i residenti del rione Sanità si sono organizzati in presidio permanente. Il governatore ieri aveva annucniato un incontro con i dirigenti dell’Asl na 1 proprio per discutere sul futuro del nosocomio rassicurando tutti: “La struttura – si legge nel testo della Regione – e tutti gli ospedali della città di Napoli, come più volte chiarito, non sarà chiusa”, ma stamattina il presidente di municipalità ha chiesto di fissare a Palazzo Santa Lucia un incontro coinvolgendo anche una delegazione di cittadini. Sul tema San Gennaro, a sorpresa, ha deciso di intervenire anche Raffaele Calabrò, capogruppo Ncd-Ap in Commissione Affari Sociali: “Ai napoletani non resta che sperare che San Gennaro illumini De Magistris e i grillini, che sull’ospedale del rione Sanità stanno facendo una demagogia pericolosa per la salute dei cittadini. C’è da capire se sindaco e company si rendano conto che mantenere a tutti i costi in vita un nosocomio che non garantisce elevati standard di qualità delle cure è contrario ad ogni logica di efficientamento del sistema sanitario, oltre che essere roba da Prima Repubblica”. Intanto stamattina, il governatore De Luca ha introdotto il tema della sanità in Campania ricordando che la Regione deve impegnarsi per migliorare e uscire dal commissariamento, soprattutto i 2 miliardi di investimenti: “Da inizio novembre – ha ricordato - riapriremo il pronto soccorso del CTO, cosi' abbatteremo le liste d'attesa per gli ospedali e non ingolferemo il pronto soccorso del Cardarelli". “E’ in atto un lavoro gigantesco, e se lavoriamo senza farci distrarre dalle chiacchiere e dalle beghe della politica politicante usciremo dal commissariamento nel 2017. Dobbiamo uscire dal commissariamento – ha aggiunto - intanto dobbiamo raggiungere gli obiettivi del Governo centrale, soprattutto migliorare i Lea, e su questo valuto positivamente la proposta del ministro Lorenzin di agevolare le Regioni che migliorano la griglia dei livelli essenziali di assistenza”.