“Oggi tante persone, anche giovani, pensano al futuro come ad una minaccia. E ciò favorisce il populismo che sceglie la paura e l'odio. Per questo tipo di politici il messaggio non è la speranza ma diventa la paura e la violenza verbale. E ciò rischia di bloccare le aspettative delle nuove generazioni. Questo è pericoloso perchè trasforma l’identità stessa della democrazia” Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel corso del suo intervento alla Johns Hopkins University a Washington, tappa del suo viaggio negli Usa iniziato ieri con l’incontro con il presidente Barack Obama e una cena alla Casa Bianca, “una grande emozione per me e Agnese”. “Cerco sempre di visitare un’Università nei miei viaggi perché sono luoghi di speranza. E oggi va detto – ha sottolineato il premier citando Machiavelli - che c’è un’ alternativa possibile: Kennedy disse che il cambiamento è la legge della vita e che chi guarda solo al passato rischia di perdersi il futuro”.

Con me “siamo tornati ad un’idea di vita politica che viene presentata come progetto per il Paese. Se non va bene viene cambiato, ma senza violenza” ha detto Renzi che poi si è soffermato sull’uso distorto dei social media. “Ho vinto le primarie grazie a Facebook, l’ho usato tantissimo come uso tantissimo gli altri social anche se mia moglie mi rimprovera. Ma in molti Paesi si fa largo l’idea di usare i social in maniera distorta. La mia convinzione è che la vita reale non sia quella. Si deve andare oltre la politica dei 140 caratteri”.

Il presidente del Consiglio ha poi delineato la sua idea di Europa per il futuro. “Dov’è il futuro dell’Europa? E’ nei progetti come l’Erasmus o la banda larga. La Sonda Schiapparelli, fra poco, sarà la prima ad essere arrivata su Marte, una missione guidata dall’Italia che ha messo il 40 per cento delle quote (Francia, Germania e Regno Unito insieme hanno messo un altro 40 per cento). Ecco, noi arriviamo per primi a verificare se c’è vita su Marte ma non riusciamo ad affrontare la questione dei migranti se non a parole” ha detto il presidente del Consiglio sottolineando come “la vera sfida per le relazioni transatlantiche è quella di lavorare insieme: per questo ospiteremo a Taormina il G7 nel maggio del 2017 per discutere di queste necessità per il futuro del mondo. L’Europa sarà forte solo se sarà parte delle scelte per il futuro del mondo, altrimenti avrà meno potere rispetto ad altri”.