Prosegue la vasta operazione di controllo del territorio condotta in questi ultimi giorni dal corpo di polizia della Città metropolitana di Napoli nei comuni di Acerra, Afragola, Boscoreale, Caivano, Casandrino e Frattamaggiore, coordinato dal comandante Lucia Rea, e frutto di prassi partecipative facenti parti del Patto per la Terra dei Fuochi attuate secondo la modalità operativa denominata "Action Day" il cui modello, con il plauso del Prefetto Donato Cafagna, è stato applicato alla complessiva attività di contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti per la quale il Prefetto ha ricevuto specifico incarico dal Ministro dell' Interno. In particolare, in collaborazione con la Polizia Municipale di Acerrra, personale della Polizia Metropolitana in località Pezzalunga, ha sottoposto a sequestro giudiziario due attività completamente abusive gestite da cittadini di nazionalità cinese. In violazione delle norme in materia edilizia sono stati sottoposti a sequestro n. 2 locali di circa 120 mq. cadauno, con tutte le attrezzature e il materiale utilizzato per la lavorazione di pellame per la produzione di giubbini in pelle e tomaie. Inoltre, in violazione delle norme ambientali sono state sequestrate n. 2 aree esterne di pertinenza a detti locali, dove erano stoccati numerosi sacconi contenenti ritagli di pellame e grossi quantitativi di imballaggi vuoti di collanti. Inoltre, nella stessa località è stato controllato un ulteriore opificio condotto da un cittadino cinese e in assenza di tracciabilità dei rifiuti prodotti a seguito dell' attività di produzione di giubbini in pelle è stato deferito all' A.G. in violazione dell' art. 192 del TUA. Sono state anche elevate sanzioni amministrative per assenza del registro di carico/scarico dei rifiuti e per la mancata iscrizione al Registro delle Imprese. Ad Afragola, personale della Polizia metropolitana, in assenza delle dovute autorizzazioni ambientali ha sottoposto a sequestro giudiziario un capannone di circa 300 mq. con tutte le attrezzature, i macchinari e il materiale utilizzato per la lavorazione e la verniciatura di aste per cornici. Inoltre, esternamente a detto capannone, sono state sottoposte a sequestro giudiziario n. 2 aree con diversi bustoni neri con all' interno rifiuti non differenziati dovuti alla lavorazione e vari bidoni vuoti contenenti vernici usate per la lavorazione stessa. Nel comune di Boscoreale, personale del Comando, nel corso di un controllo presso un opificio tessile condotto da soggetti di nazionalità cinese, ha accertato violazioni della normativa sui rifiuti di carattere amministrativo, e penale che hanno comportato il deferimento all' A.G. del rappresentante legale della Ditta. Nel medesimo comune, in uno stabile adiacente alla summenzionata attività, sono state rinvenute e poste sotto sequestro alcune pertinenze aziendali afferenti ad un' attività di autocarrozzeria. Nel corso dell’operazione si è proceduto al sequestro di una cabina di verniciatura, utilizzata senza le prescritte autorizzazioni, di svariata utensileria e diverse confezioni di solventi e vernici. Infine, in un attiguo fondo pertinenziale, sono state rinvenute e sequestrate molteplici tipologie di rifiuti pericolosi e non tra cui materiali contenenti presumibilmente amianto, veicoli e pneumatici fuori uso e un cumulo di materiale combusto al vaglio analitico del personale ARPAC. Qualora dette analisi accertassero la natura di rifiuto pericoloso del materiale combusto a carico dell' indagato si procederà anche per la fattispecie prevista dall' art. 256 c.3 del TUA, ossia "smaltimento illecito di rifiuti mediante combustione" Analogo intervento, presso un opificio tessile nel medesimo comune condotto da soggetti di nazionalità bengalese, ha consentito di accertare violazioni della normativa sui rifiuti di carattere amministrativo, per un ammontare sanzionatorio di € 5.166,67, e penale, che hanno comportato il deferimento all' A.G. del rappresentante legale della Ditta. Inoltre, per la violazione di quanto disposto dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, l' attività è stata sospesa. A Caivano, per violazione delle norme poste a tutela della qualità dell' aria, sono stati apposti i sigilli ad un calzaturificio che operava su una superficie di 200 mq. A Casandrino, infine, la misura cautelare è stata applicata a un opificio sartoriale che impiegava circa 40 dipendenti, 29 dei quali extracomunitari incluso un clandestino. Il provvedimento si è reso necessario essendo state accertate violazioni della normativa ambientale in ordine tanto alle emissioni in atmosfera quanto alla gestione illecita e all' abbandono di rifiuti derivanti dal confezionamento di abbigliamento. In un' area posta nelle immediate vicinanze, nei pressi dell' ex discarica autorizzata di via Siracusa il sequestro ha riguardato 100 metri cubi circa di rifiuti tessili.