Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Learco Nencetti, a nome e per conto CONF.SAL-UNSA Beni culturali, inviata al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, al sindaco di Firenze e al Segretario Generale MiBACT Antonia Pasqua Recchia, relativa alla segnalazione di “spazi in immobile non definiti nella proprietà occorrenti ad apertura uscita di sicurezza per corridoio Vasariano” e l’Esposto e richiesta di intervento per “fare chiarezza su titolarità e proprietà di detti spazi in immobile anche di pertinenza demaniale”.

“Egregi Signor Ministro e Signor Sindaco del Comune di Firenze, scusandoci per la presente, ma a seguito di Vostre ripetute dichiarazioni rese alla stampa locale e non (in particolare nel mese di Marzo 2016 ed Agenzie del giorno 24) di voler realizzare un “percorso unico del Corridoio vasariano” da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti per il tramite del passaggio dalla Galleria degli Uffizi, la sopraelevazione dal Lungarno Archibusieri, Ponte Vecchio, Arco su Via de’ Bardi, immobili su Via de’ Guicciardini, Arco su Piazza Santa Felicita (…), SI VIENE A CONOSCENZA - sempre da fonti giornalistiche - che era in fase di realizzazione un nuovo progetto di massima per la messa in sicurezza del Corridoio vasariano con la predisposizione a breve di più uscite-ingressi di sicurezza (vedasi su tutti: La Nazione - Firenze del 12/07/2016 e 05/03/2016, oltre a Corriere Fiorentino del 10/03/2016). Non di meno, ci siamo resi disponibili a notiziare ulteriormente il direttore di Gallerie degli Uffizi - qualora fosse stato di suo interesse - circa le vicissitudini che negli anni del “commissariamento dei Nuovi Uffizi” (27/11/2009-2010) aveva interessato proprio il progetto per la messa in sicurezza del Corridoio vasariano, sponsoriz-zato (e forse finanziato) allora per la sua realizzazione da una impresa privata che aveva ottenuto in cambio la gestione diretta degli spazi pubblicitari esterni al Cantiere Nuovi Uffizi (…) e che poi non è mai stato realizzato. Brevemente lo abbiamo informato che un progetto ci stava di già, ed era agli atti delle Soprintendenze titolari (e che in proposito poteva sentire l’Arch. Paola Grifoni)”.

“DOPODICHE’, specialmente con il lancio di Agenzie stampa del 24 marzo 2016, molti giornali e giornalisti si sono chiesti speculativamente quanto poteva costare per il Ministero il progetto di “ampliamento” del Corridoio vasariano per tutti voluto dal Direttore Eike Dieter Schmidt. Chi scrive ha rivolto una Lettera aperta, allo stesso direttore Schmidt nella quale lo informava che già in anni precedenti, anno 2010 (epoca del Commissario Elisabetta Fabbri), era stato presentato un progetto (successivamente anche ad Arcus) per la messa in sicurezza del Corridoio vasariano con un dettagliato quadro economico che prevedeva per soli abbondanti tre milioni di euro: “Piano sicurezza, progetto antincendio, impianto elettrico ed impianti speciali, impianto climatizzazione, impianto illuminazione, progetto e messa in opera “soluzioni” handicap, strutture, opere edili e finiture, …somme a disposizione per imprevisti, incentivi, assicurazioni, ecc.”. La lettera concludeva ripetendo che nel 2010, per la realizzazione della messa in sicurezza del Corridoio vasariano, si parlava di circa tre milioni di euro chiavi in mano, chiarendo oltremodo la sproporzione (ed inopportunità) del voler fare risultare che oggi occorrevano cinque milioni di euro considerato che siamo in deflazione economica ???”.

“DI FATTO, il direttore Schmidt tira dritto e, sempre agli organi di stampa (mesi di marzo e luglio 2016, MA anche nei mesi di agosto e settembre) comunica del “possibile piano di realizzazione del nuovo percorso ed allestimento del Corridoio vasariano” dove, per l’occasione, conferma anche di dotare il Corridoio vasariano - nel suo lungo tragitto di quasi 800 metri - di aperture intermedie quali uscite di sicurezza al costo di circa 5 milioni di euro. Questo avviene specialmente dopo i pronunciamenti (30/04/2016) del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, e della successiva approvazione da parte del CIPE del 1° maggio 2016,alla luce dello «stanziamento di 40 milioni di euro nell'ambito del miliardo di euro stanziato dal Piano Strategico Turismo e Cultura proposto dal ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini e approvato dal Cipe. Risorse che serviranno per la valorizzazione del percorso Palazzo Vecchio, Uffizi e Corridoio vasariano» (ADNK 02/05/2016, ore 18.28)”.

“NEL FRATTEMPO, constatata l’indifferenza del direttore Schmidt ad aprire un sereno confronto sull’organizzazione del lavoro per l’attuale (indebita) apertura del Corridoio vasariano se non controllata, ma anche in funzione a quanto da lui medesimo sostenuto a più riprese sulla stampa, non curante della mancanza delle condizioni di sicurezza previste dal D.Lgs n. 81/2008 e sue modifiche ed integrazioni, e non rispondenza alle norma di prevenzione incendi attuali anche in Galleria degli Uffizi, oltre all’esoso commercio che veniva realizzato (da lui più che triplicato) senza regole controllate e controlli sull’affollamento, chi scrive ha ritenuto opportuno informare gli Uffici del Superiore Ministero, ed allo stesso tempo, la locale Prefettura ed il Comando dei Vigili del Fuoco per le ispezioni e chiarimenti del caso. NEI PRIMI GIORNI DI LUGLIO 2016, ARRIVA LA DISPOSIZIONE RESTRITTIVA emessa dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze (prat.n. 21628) in merito alla chiusura al pubblico (e non solo) del Corridoio vasariano per mancanza delle condizioni di sicurezza previste dal D.Lgs n. 81/2008 e non rispondenza alle norma di prevenzione incendi attuali. Si prende atto della situazione e restiamo in attesa delle dovute comunicazioni da parte della Direzione di Galleria degli Uffizi”.

“ PREMESSO QUANTO PRECEDE, SI APPRENDE direttamente dallo stesso direttore Schmidt (la sera del 9 agosto 2016) che la Direzione di Gallerie degli Uffizi ha richiesto all’Amministrazione del Demanio la ri-consegna definitiva del locale (spazio) ricavato all'interno del pilone di sostegno dell'arco su via de’ Bardi ang. Ponte Vecchio (ALL.1: Foto 2 e 4), attualmente locato in concessione all’adiacente edicola sul posto, facendo parte tale spazio (di circa 7 mq al p.t.) del compendio demaniale denominato “Corridoio vasariano”, di cui il locale costituisce piccola porzione dell'intero percorso di collegamento tra la Galleria degli Uffizi e le Gallerie Palatine di Palazzo Pitti(vedasi: Catasto Fabbricati del Comune di Firenze al foglio mappa 173 come porzione della particella 296 – ALL. 3). Ma niente sa (?) - niente dice - dell’altro locale, quello sotto il pilone del lato opposto”.

“SI RAPPRESENTA che al direttore Schmidt è stato fatto presente (sempre la sera del 9 agosto) che il locale di cui il medesimo era a conoscenza e per il quale ha fatto richiesta di ri-consegna, quello sotto l'arco su via de’ Bardi ang. Ponte Vecchio, sarebbe stato poco utile se paragonato all’altro locale (ALL. 1: Foto 3 e 5), molto più grande (quasi 15 mq al p.t.) avente numero civico 69R accanto al numero civico 51, sempre sotto l’arco su via de’ Bardi ma sul pilone del lato opposto quasi all’angolo con via de’ Guicciardini (ALL.1: Foto 6).Tale locale (fondo)attualmente pare sia affittato a dei privati, di cui - chi riscuote l’affitto - non si conosce a che titolo abbia la proprietà o ne sia venuto in possesso, dato che dalle visure catastali al 14 ottobre non risulta chiaro da quando ed in che modo sia avvenuta tale disponibilità (e proprietà), specialmente dopo la ricostruzione post-bellica del 1944 o negli anni susseguenti all’alluvione del 1966 (...). INOLTRE, sempre al direttore Schmidt veniva fatto presente che qualora i suoi uffici non erano in grado di risalire a chi realmente spettava tale diritto di proprietà e disponibilità dell’altro locale (spazio) sotto l’arco su via de’ Bardi ma sul pilone del lato opposto quasi all’angolo con via de’ Guicciardini (ossia quello che oggi è numero civico 69R, locale molto più grande, oltre il doppio di quello concesso al “Giornalaio”, cioè 15 mq al p.t. contro i circa 7 ), poteva ben rivolgersi agli uffici preposti quali: la competente direzione dell’Agenzia del Demanio, l’Ufficio del Catasto e/o con denuncia di chiarimenti ai Carabinieri o Guardia di Finanza, nonostante che i suoi uffici già dovrebbero conoscere tutti i nominativi dei confinanti le proprietà lungo tutto il percorso del Corridoio vasariano anche per eventuali manutenzioni e/o riparazioni di “interesse in comune”. PER DI PIU’, questo locale (spazio - ALL. 1: Foto 3, 5 e 6) dovrebbe risultare facente parte del compendio demaniale denominato “Corridoio vasariano” al pari dello stesso spazio di quello dato in concessione al Giornalaio, considerato il blocco unico e la costruzione fatta a spese dello Stato negli anni della ricostruzione post-bellica (1945-1952) su progetto dell’Architetto della Soprintendenza ai Monumenti Guido Morozzi, e controfirmato dal Soprintendente Armando Venè (ALL.2) e quindi, privo di qualsiasi ulteriore costo economico da sostenere per la riconsegna dei locali. Pertanto, tale locale (spazio) dovrebbe risultare in concessione a chi lo sta attualmente occupando e, se paga un affitto, quello dovrebbe essere pagato allo Stato … essendo bene del Demanio pubblico (art. 822 c.c.), sotto la vigilanza della competente direzione dell’Agenzia del Demanio… INFINE, chi scrive - prima del congedo - faceva presente al direttore Schmidt che passati inutilmente 60 giorni e non ricevendo alcuna comunicazione di “riscontro” (cortesia) a quanto era stato evidenziato e messo a sua diretta conoscenza, avrebbe ulteriormente approfondito la questione ed informato il Signor Ministro, non tanto per cercare “omissioni” o responsabilità da parte di funzionari negligenti o (dis)interessati, MA per richiedere ufficialmente la disposizione di tutti gli atti di polizia amministrativa e dell’intervento dell’Agenzia del Demanio e del Catasto allo scopo di FARE CHIAREZZA SULLA EFFETIVA TITOLARITÀ DEGLI SPAZI GIACENTI IN IMMOBILE SOTTO IL PILONE DI SOSTEGNO DELL’ARCO SU VIA DE’ BARDI, ANGOLO VIA DE’GUICCIARDINI, TESTE’ DESCRITTO”.

“NON RICEVENDO ALCUN RISCONTRO da parte del direttore Schmidt, o da informative sulla stampa (come suo solito), SI PRESENTA IL SEGUENTE ESPOSTO a seguito di sommarie - ma precise - visure catastali, camerali e di utenza, oltre ad informazioni di “memoria storica”. Si premette che alcune situazioni apparenti o coincidenti che andiamo ad esporre - sia in riferimento al contesto storico (post-guerra, alluvione), architettonico (compendio demaniale Corridoio vasariano) ed ambientale (ricostruzione post-bellica) - non devono portare a conclusioni ovvie che portano ad alterare lo stato di fatto, ma si suggerisce di considerare ed approfondire - anche con atti dovuti del proprio ufficio - i seguenti elementi: 1. Come si può notare dalla documentazione fotografica allegata (ALL.1), il locale (fondo – sotto il pilone a destra – Foto: 3, 5 e 6) di cui non risulterebbe chiara la titolarità e disponibilità della proprietà fa parte della costruzione unica (in blocco) dovuta all’ampliamento e lo spostamento verso sud di via de’ Bardi che ha vincolato all’adozione, per la “ricostruzione” del Corridoio vasariano di un ampio fornice a sesto ribassato che scavalca la strada per il passaggio veicolare, affiancato da una piccola apertura per il passaggio pedonale, avvenuta negli anni 1949-1952 (ALL.2) su progetto della Soprintendenza ai Monumenti di Firenze, redatto dall’Architetto Guido Morozzi, e controfirmata dal Soprintendente Armando Venè. 2. Per eliminare ogni ragione al sorgere di anomalie o ulteriori “dubbi” conoscitivi, dovrebbe essere redatto un esatto rilievo della zona interessata a partire dal Piano di ricostruzione post-bellico del 1950 fino alle varie “occupazioni” e lavori di ristrutturazione che negli anni si sono succeduti (ante 1966, 1967, 1983-1987, 1994-5, 2010-11), compreso la titolarità e proprietà di tale locale (fondo a destra del pilone – ALL. 1: Foto 3, 5 e 6). Di fatto, ancora ad oggi si riscontrano diverse differenze dalle planimetrie catastali storiche (ante 1944) a quelle attuali e queste, potrebbero essere derivato anche da difformità di concessione di licenze in deroga alle norme del Piano di ricostruzione (DM 1206 del 1950). Inoltre, per il secondo livello sopraelevato del locale oggetto del presente esposto, quello identificato (oggi) con il numero civico 69R (ALL.1: Foto 3, 5 e 6), tale livello risulta che non abbia il requisito dell’abitabilità. 3. Tuttavia, non va sottaciuto come ancora oggi si faccia fatica a comprendere di quale locale (fondo) si stia parlando, perché dalle planimetrie catastali non è ben circoscritta la collocazione, in quanto, storicamente si tiene a fare confusione sulla risultanza della Torre di Parte Guelfa (vincolata dalla legge n. 364 del 1909) che si trovava al 4 agosto 1944 in Via de’ Bardi al numero civico 33, ed oggi risulterebbe al numero civico 51 (…). Però, al numero civico 51, oggi vi si trovano anche dei piani rialzati ed un passaggio che aggira il locale (fondo) del numero civico 69R per accedere (retrostante) ai locali del fondo del numero civico 71R o 73R, dove attualmente ci sta un Bar (ALL.3: Foto 13 e 14)”.

“4. Da visure catastali al 14 ottobre 2016, all’estratto di mappa Foglio 173 (ALL.3) risulta che il locale (fondo) a destra del pilone dell’arco (quello tra via de’ Bardi e via de’ Guicciardini) starebbe nella “consistenza” della particella 330 con indirizzo «Via dei bardi n. 69R piano: T-1-2», mentre il locale in concessione al Giornalaio a sinistra del pilone dell’arco (quello tra via de’ Bardi e Ponte Vecchio) sta ben definito nella particella 296, come porzione. Tale riscontro non giustificherebbe quanto risulta dalle foto di costruzione dell’arco come da progetto della Soprintendenza ai Monumenti dell’Architetto Guido Morozzi (ALL.2) e non giustifica la non continuità con la particella 295, storicamente conosciuta come appartenente al “tutto uno del Corridoio vasariano con Uffizi” (partita di impianto 9047). Tale discrasia è ben visibile se si raffronta nella planimetria del Foglio 173 quanto viene evidenziato per la particella 295 con i “cavalcavia di passaggio” sul lungarno degli Archibusieri e quello su Piazza Santa Felicita. 5. PERTANTO, il contenuto della particella 296 dovrebbe figurare al catasto urbano insieme alla particella 295, sub 36, come pure anche il locale (fondo - ALL.1: Foto 3, 5 e 6) “rinvenibile” nella particella 330; oppure, la particella 296 dovrebbe contenere anche quanto attiene al locale (fondo) di via de’ Bardi 69R (ALL.1: Foto 3, 5 e 6) che, però, risulta oggi nella particella 330 (…). 6. Sempre da visure catastali (ALL.3) per quanto attiene oggi al locale (fondo) di via de’ Bardi 69R, risulta che la proprietà di quanto contenuto nella particella 330 con indirizzo “via de’ Bardi n. 69R piano: T-1-2” nel corso degli anni ha subito delle modificazioni anche sostanziali. Alla situazione attuale risulta che quanto contiene tale particella è l’unità immobiliare con “INDIRIZZO «Via dei Bardi 69R, T-1-2»” –– “ANNOTAZIONI «classamento e rendita non rettificati entro dodici mesi dalla data di iscrizione della dichiarazione (D.M. 701//94)»” –– “RISERVE «1 Atti passaggi intermedi non esistenti»” –– “INTESTATI 6 nominativi”, di cui 4 proprietà per 1/5 e 2 proprietà per 1/10”. - Invece, dalla visura storica risultano diverse variazioni. Le più significative risulterebbero essere state: Nel 1987 per il cambio di intestati da 1/1 a 1/5 derivante da Voltura d’ufficio e da Costituzione del 2004; Nel 2004 per Costituzione, Voltura d’ufficio, Variazione con “ANNOTAZIONI «da verificare»” –– “RISERVE «1 Atti passaggi intermedi non esistenti»” e l’indirizzo risulta “Via dei Bardi 69R, T-1” anche alla variazione del 1985; Nel 2007, risulta una «diversa distribuzione degli spazi interni …» con “ANNOTAZIONI « classamento e rendita proposti (D.M. 701/94)” –– “RISERVE «1 Atti passaggi intermedi non esistenti»” e l’indirizzo risulta “Via dei Bardi 69R, T-1-2” … 7. ALTRA STORIA SONO I LOCALI DEL NUMERO CIVICO 51 e 71R o 73R … Laddove, sempre da visure catastali risulterebbero locali della particella 450 (ALL.1: Foto 3 e 6 - ALL. 3: Foto 13 e 14)”.

“8. Nel locale (fondo) a destra del pilone dell’arco (quello tra via de’ Bardi e via de’ Guicciardini - ALL.1: Foto 3, 5 e 6) – oggetto del nostro esposto – da “memoria storica” degli attuali abitanti della zona (sessantenni ed oltre …), viene ricordato bene che subito dopo l’alluvione del 1966 stazionava una “piccola” postazione di Carabinieri che, poi, verso gli anni 1977-1978 lasciarono tale locale. Per alcuni, tale postazione serviva più come presidio per il disbrigo di pratiche e documenti e la richiesta di intervento per leggeri “dissapori” fra passanti e abitanti; tanto è vero che tale postazione veniva indicata benevolmente dai più “la bottega dei Carabinieri” … 9. A seguito della riconsegna di tale locale (spazio) da parte dei Carabinieri (ALL.1: Foto 3, 5 e 6), avvenuta nel 1977-1978, questo locale (spazio) rimane chiuso - inutilizzato - per diversi anni (quasi otto). Sempre da memorie storiche contemporanee risulta che più di un commerciante interessato abbia manifestato la volontà di utilizzare tale locale (fondo) ad uso proprio magazzino ma non risultava chiaro chi fosse l’interlocutore per tale concessione, anche perché il fondo era sempre chiuso con dentro ancora qualche mobilio di quando ci stavano i Carabinieri (tavolino-scrivania). 10. Solo nel 1986 circa si cominciano ad avere diverse presenze che “frequentano” tale locale (fondo) come negozio commerciale dopo alcuni lavori (?) di ristrutturazione … 11. Nel 1988 si ha una apertura di un negozio per la vendita al dettaglio di borse e borsette griffate, e tale attività è condotta da giovani commesse imparentate che rimane aperta fino a circa il 1998. Dopodichè, tale locale vede la presenza di un nuovo gestore per la vendita di pelliccerie (con l’esecuzione di altri lavori interni?) per poi proseguire con altri titolari (ALL.3: Foto 13 e 14), pare in subaffitto, per la vendita di articoli ed abbigliamento in pelle… 12. Attualmente il locale (spazio) risulta in affitto all’attuale negozio per la vendita di articoli ed abbigliamento in pelle, dove viene pagato un affitto mensile a privati di oltre 2.000 euro”.

“SI FA APPELLO AL SIGNOR MINISTRO ED AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI FIRENZE affinché vengano disposti tutti gli atti di polizia amministrativa, di intervento dell’Agenzia del Demanio e dell’Ufficio del Catasto allo scopo di fare chiarezza sulla effettiva titolarità degli SPAZI GIACENTI IN IMMOBILE SOTTO IL PILONE DI SOSTEGNO DELL’ARCO SU VIA DE’ BARDI, ANGOLO VIA DE’ GUICCIARDINI, CHE NON SONO SUFFICIENTEMENTE DEFINITI NELLA TITOLARITA’ DI PROPRIETÀ O DEGLI ATTI COMOPROVANTI TALE PROPRIETA’ PRIVATA, ESSENDO TALI SPAZI OCCORRENTI AD APERTURA USCITA DI SICUREZZA DEL CORRIDOIO VASARIANO, GIA’ FACENTE PARTE DEL COMPENDIO DEMANIALE DENOMINATO “CORRIDOIO VASARIANO”, APPARTENENTE AL DEMANIO PUBBLICO DELLO STATO – RAMO ARTISTICO STORICO, AVENDO DESTINAZIONE MUSEALE E, COME TALE, DOVREBBE ESSERE CONSEGNATO PER FINI ISTITUZIONALI AL MIBACT. Qualora anche da parte di Lor Signori, Onorevole Ministro e Sindaco del Comune di Firenze, non dovessimo ricevere riscontro a quanto esposto e richiesto, sin d’ora si comunica che intraprenderemo, per interesse (beneficio) personale qualsiasi utile azione legale al fine di ottenere la titolarità e proprietà di tale locale (spazio) oggetto della presente, libero da ogni ulteriore occupazione di indebita titolarità di proprietà privata. Augurandosi che il nostro accorato appello-esposto venga favorevolmente accolto, si resta a disposizione per ogni possibile collaborazione di nostra competenza, rinnovando i nostri sinceri e cordiali saluti. Learco Nencetti a nome e per conto CONF.SAL-UNSA Beni culturali”.