“Credo che la politica stia facendo poco per la cultura. Se potessi stilare una lista di priorità, al primo posto metterei il teatro. Per me il teatro è una forma artistica completa”. Al VELINO entra nel dibattito “cultura in Italia” Rodolfo Laganà che, dopo “Nudo Proprietario 2.0” (il one man show in cui agli spettatori raccontava della malattia con cui combatte ogni giorno), torna sul palcoscenico con “I sorrisi del portiere”, da un testo di Carlo Picchiotti, per la regia di Claudio Boccaccini e l’accompagnamento musicale di Roberto Giglio. In scena dal 3 al 27 novembre a Roma, al Teatro Tirso de Molina. “È un monologo – spiega l’attore romano – che parla di romanità, racchiudendo la filosofia del sorriso. Orazio Parini è il portiere del sorriso, lo ha per tutti. Il sorridere e il fare ironia è una medicina molto valida, ti può aiutare a superare e sdrammatizzare tutto. Un sorriso ti porta distensione e accettazione”. Una dedica? “Questo spettacolo lo dedico a tutte le persone che mi sono state vicine e mi hanno sempre aiutato”. Progetti in cantiere? “Due progetti teatrali e una fiction”.