“Quando è uscita la copertina si è creata la diatriba. In realtà quello non è un montante che noi sferriamo, è un montante che ci viene sferrato perché negli ultimi tre anni abbiamo avuto uno scossone all’interno del nostro gruppo. Da quattro elementi è diventato di due. Ecco per noi quello è stato un bel montante che ci è stato sferrato e da lì ci siamo dovuti rialzare per non andare ko. Abbiamo dovuto cercare di rimetterci in sesto per portare avanti la tradizione musicale dei Gemelli Diversi”. È uscito “Uppercut” (nel gergo del pugilato “montante”, il colpo sferrato dal basso verso l’alto), il nuovo disco dei Gemelli Diversi che, dopo l’addio di Grido e THG, è ora composto solo da Thema e Strano che racconta l’inizio di una nuova avventura al VELINO, un’avventura che riparte da due senza nessuna new entry.

“Siamo rimasti noi due – dice Strano -. Le storie delle band sono molto travagliate, sia in Italia che nel mondo. Perché le storie delle band sono fondamentalmente come le storie sentimentali, quindi sono fatte di vita vissuta per anni e anni insieme… è normale che ci siano dei momenti in cui le cose non vanno bene. Noi dopo 18 anni abbiamo avuto questa crisi che di solito viene dopo i 7, noi l’abbiamo avuto dopo i 18, quindi non abbiamo voluto prendere nessuno perché noi come Gemelli Diversi siamo sempre stati molto legati e c’è una unione davvero forte, per cui io e Thema non ci siamo sentiti di aggiungere nessuno, sia per una questione emotiva nostra, e anche per una questione tecnica. Noi siamo capaci di andare avanti con le nostre gambe, il gruppo è molto completo perché la voce melodica è la mia e rimane, la voce rap è quella di Thema e rimane, quindi non abbiamo per ora bisogno di accompagnarci a nessun’altro, e semmai un giorno troveremo una persona che ha dell’empatia nei nostri confronti e noi dei suoi magari chi lo sa, mai dire mai... Per adesso i Gemelli Diversi siamo io e Thema”.

In tutto il disco traspare una grande voglia di reagire. “La storia musicale dei Gemelli Diversi è fatta di canzoni molto autobiografiche, anzi assolutamente autobiografiche, chiaramente poi romanzate per diventare delle canzoni – racconta Strano -. Questa tradizione continua anche con ‘Uppercut’. Ci abbiamo messo tre anni per fare questo disco. Dall’ultimo disco dei Gemelli Diversi al completo sono passati tre anni. In questi tre anni abbiamo girato l’Italia e abbiamo rivisto in faccia tutte le persone che sotto il palco avevano voglia di rivederci. Da lì abbiamo capito che dovevamo fare un disco nuovo. E in questi tre anni abbiamo fatto delle esperienze di vita, siamo cresciuti come uomini, come artisti, e quindi tutto ciò si riversa poi nella musica di ‘Uppercut’. Siamo ragazzi normali, tra virgolette ‘di strada’, cresciuti nella provincia di Milano, nell’hinterland di Milano, tra amori, amicizie, delusioni, patimenti a volte, e quindi diciamo che tutto ciò rientra nelle nostre canzoni. Siamo delle persone con un’immagine magari un po’ più rude, però sotto sotto siamo dei romanticoni e questo si vede anche nelle canzoni, ma si è sempre visto. Abbiamo esordito nel 1998 con ‘Un attimo ancora’ che era il remake di una canzone dei Pooh che canzone più romantica non si può, quindi diciamo che la nostra anima romantica viene sempre fuori nelle nostre canzoni. E poi comunque abbiamo cercato di far trasparire da questo album molta umiltà, nel senso che quando si cade e si ci rialza lo si deve fare sempre con molta umiltà, soprattutto nell’ambito musicale ogni partenza è sempre una ripartenza, e si riparte da zero, quindi noi ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto: ‘noi dobbiamo risalire la china con molta umiltà partendo da zero, dall’inizio’. E quindi cerchiamo di farlo nel migliore dei modi anche per rispetto di chi ascolta la nostra musica”.

Il 21 ottobre è uscito il nuovo disco, la tournèe? “Noi – risponde Strano - siamo ormai in tournèe fissa da tre anni, nel senso che non abbiamo mai smesso di girare l’Italia con i nostri concerti. Adesso dopo l’uscita del disco non è prevista una tournèe, sono previsti per adesso solo degli instore. Poi andremo avanti con dei DjSet nelle discoteche dove faremo uno show nelle discoteche con 4/5 brani. Per una tournèe vera e propria se ne parlerà nella primavera prossima”.

In questi anni il mondo della musica è totalmente cambiato, come artisti avete avvertito la vicinanza delle Istituzioni in questo processo di trasformazione? “Io credo che la fruizione della musica è totalmente cambiata, come sono cambiati i fruitori della musica. Oramai si vive tutto molto velocemente, con l’avvento di Youtube, di Internet, tutto è fagocitato molto velocemente. In più, ci si mettono i talent in cui viene fuori un ragazzo e l’anno dopo ce n’è subito un altro, non ci si affeziona più alla musica, alle band, ai cantanti, tutto viene mangiato molto velocemente e questo chiaramente non ha fatto bene alla musica che negli ultimi anni ha subìto una grande flessione. Negli ultimi tempi con l’avvento dello streaming o della crescita degli store online come iTunes e Apple Music e di Spotify le cose sembrano leggermente cambiate a favore degli artisti, perché gli viene riconosciuto comunque un diritto d’autore, seppur minimo. Questo – osserva Strano - può essere un punto di partenza perché si crei una subcultura nei giovani per cui la musica debba essere retribuita e non possa essere assolutamente ed esclusivamente gratis, io non mi permetterei mai di andare la mattina dal panettiere e chiedergli il panino gratis. Il lavoro si paga, si paga per tutti, ed è giusto che venga retribuito anche quello dei musicisti, perché la musica non ti cade dal cielo, ma ci vuole tanta creazione e ci vogliono tanti mezzi per farla. Sulle Istituzioni non conosco l’effettivo impegno per tutelare i diritti d’autore. So che ci sono Istituzioni cha cercano di farlo come la Siae e l’Imaie, che tentano comunque di cercare di proteggere i diritti d’autore e di proteggere gli artisti. È chiaro che ‘non è un paese per vecchi’, come diceva il film. Quindi bisogna adattarsi anche all’avvento della tecnologia. Quindi anche noi ci siamo dovuti adattare al fatto che con l’avvento di Internet le nostre vendite siano calate, come le vendite di tanti altri artisti. Però io vedo un barlume di luce negli ultimi anni con l’avvento di store online legali e di altre piattaforme che propongono musica retribuendo gli artisti, quindi voglio essere positivo, spero che le cose cambino in positivo e che comunque si ritorni a retribuire le persone per quello che effettivamente fanno e per il loro lavoro”.

Ottimismo… “Anche il disco è contornato da ottimismo – fa notare Strano -, anche le canzoni che magari sembrerebbero un po’ più pessimiste poi alla fine c’è sempre un messaggio di positività come c’è sempre stato nelle nostre canzoni. Vedi ‘Mary’ che è una canzone molto cruda e apparentemente triste alla quale abbiamo dato un finale molto positivo. Si cerca sempre di essere molto positivi. ‘Uppercut’ lo dice in sé nel titolo, è un montante che ti viene sferrato però non importa quante volte cadi ma quante volte riesci a rialzarti. Questo è fondamentalmente, ed è il concept del nostro disco”.