Chiarimenti sui presunti incontri informali tra la società privata di consulenza americana Arthur D. Little e i vertici di Invitalia, Gse (gestore dei servizi energetici), Enea (Ente nazionale energia ambiente) e ministro dello Sviluppo economico, per discutere della razionalizzazione e ridefinizione di attività delle aziende pubbliche. È quanto chiedono alcuni senatori, tra cui il capogruppo di M5S al Senato Michele Giarrusso e altri pentastellati come Daniela Donno ed Enrico Cappelletti, in una interrogazione a risposta scritta al ministero dello Sviluppo economico che, sostengono i parlamentari, in diverse occasioni ha annunciato la volontà di una riorganizzazione dello stesso dicastero nell'ottica della spending review e della trasparenza. Il ministro, in occasione dell'Assemblea pubblica di Confindustria (26 maggio 2016) e del Festival dell'economia di Trento (3 giugno), ricordano i parlamentari nel testo, aveva affermato che il dicastero sarebbe stato "oggetto di un'analisi dettagliata di tutte le linee di attività" e a questo fine sarebbe stato istituito "un tavolo di lavoro guidato da Enrico Bondi, che ha come struttura di supporto, a notizia degli interroganti parrebbe a titolo gratuito, la società privata di consulenza americana Arthur D. Little".

Per i pentastellati "tale società, o propri rappresentanti, avrebbe partecipato ad incontri informali" con Invitalia, Gse , Enea e il ministro per "discutere della razionalizzazione e ridefinizione di attività delle aziende pubbliche". Inoltre, prosegue il testo, è stata avviata "un'attività di business review interna del Ministero, coordinata dalla segreteria tecnica del Ministro e coadiuvata da rappresentanti della società Arthur D. Little, che, a quanto risulta agli interroganti, ha vinto un bando di gara del ministero per il supporto alle attività relative al 'piano per la promozione straordinaria del made in Italy e l'attrazione degli investimenti'".

Da qui la richiesta dei senatori del Movimento 5 stelle di conoscere le "modalità, ed in particolare l'atto, con cui si è provveduto a conferire alla società di consulenza Arthur D. Little l'incarico finalizzato a procedere ad una business review del Ministero mirata alla spending review ed alla elaborazione di una proposta di riorganizzazione dell'amministrazione". Se "sussista una relazione tra il bando di gara, vinto dalla Arthur D. Little, per il supporto alle attività relative al 'piano per la promozione straordinaria del made in Italy e l'attrazione degli investimenti' e l'incarico di procedere ad una business review del Ministero" e se sia stata effettuata "un'indagine preliminare volta all'identificazione di società o singole figure di esperti cui affidare, alle stesse condizioni, l'incarico poi conferito alla Arthur D. Little".

I pentastellati chiedono, inoltre, al ministro se " ritenga opportuno procedere ad una riorganizzazione del Ministero, la terza negli ultimi 6 anni, parallela ad un'ulteriore e terza spending review, considerando che negli ultimi 3 anni, a parere degli interroganti, le operazioni svolte hanno procurato evidenti incidenze, in termini di destabilizzazione, a tutto il personale oltre ad aver appesantito l'attività amministrativa, data l'ulteriore contrazione di risorse". E se tale spending review e riorganizzazione "seppur ancorate ad un'impostazione strettamente aziendale così come preannunziato nel giugno 2016 al Festival dell'economia di Trento, terranno conto delle prerogative, proprie della pubblica amministrazione, miranti a fornire servizi concreti al cittadino, senza che prevalgano le logiche di profitto o di apparente efficienza".

Infine, si legge ancora nel testo, si chiede se sia opportuna una "riorganizzazione del dicastero alla vigilia della riforma della dirigenza e del rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione", se l'attività svolta dalla Arthur D.Little "attraverso contatti, incontri ed interviste ai rappresentanti delle varie direzioni generali non travalichi i limiti di riservatezza propri delle amministrazioni centrali" e se "possano risultare profili di conflitto di interessi relativamente al mandato conferito al dottor Enrico Bondi, alla società Arthur D.Little ovvero a rappresentanti della stessa".