Eni ha terminato il terzo trimestre 2016 con una perdita netta pari a 0,56 miliardi e con un risultato netto adjusted (senza le componenti straordinarie) in rosso per 0,48 miliardi di euro. Nei nove mesi il risultato netto è in rosso per 1,39 miliardi e quello adjusted per 0,80 miliardi. La performance operativa del trimestre, spiega il gruppo petrolifero in una nota, è stata penalizzata dal fermo giudiziario in Val d’Agri. Nei nove mesi la perdita netta è pari a 1,39 miliardi di euro, che si confronta con un risultato positivo di 500 milioni nei primi nove mesi del 2015. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato, ha commentato: “Nel terzo trimestre abbiamo compiuto tre fondamentali passi nella messa a regime del nostro portafoglio upstream: la stabilizzazione a plateau della produzione di Goliat, il riavvio di Kashagan ed il ramp-up di Nooros, testimonianza del successo della nostra strategia esplorativa che privilegia la riduzione del time-to-market. Questi risultati, insieme al riavvio della produzione in Val d’Agri, consentiranno di rinforzare dal quarto trimestre la generazione di cassa che beneficia al contempo della riduzione dei costi di sviluppo e di estrazione. Continuano inoltre gli sforzi per la messa in produzione in tempi record di Zohr, mentre buone notizie arrivano anche da Coral, in Mozambico, per il quale abbiamo firmato il contratto di vendita del gas, altro passo fondamentale per l’avvio della fase costruttiva del progetto. Nei business mid-downstream, tutti positivi in termini di free cash flow nonostante il contesto negativo, prosegue la realizzazione dei piani di ottimizzazione mentre nel trimestre abbiamo dato avvio alla fase esecutiva del nostro nuovo piano di produzione di energia da fonti rinnovabili. Le strategie e gli obiettivi di Gruppo, comprese le cessioni, restano confermati.”