"Non lasceremo sole le popolazioni colpite e ricostruiremo. Ricostruiremo tutto, abbiamo ripetuto in queste ore, e lo faremo! Un impegno solenne che confermiamo qui, in queste terre, che hanno vissuto direttamente e pesantemente cosa significa veder crollare il proprio mondo, ma che sono state di esempio per tutti nella volontà di ripartire, tutti insieme". Lo ha detto il Sottosegretario di Stato all'Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta nel corso delle celebrazioni per il 4 novembre a Redipuglia. "Impegno - ha aggiunto Baretta - che vogliamo, a maggior ragione, riproporre proprio oggi, il 4 novembre. Non possiamo, infatti, non ricordare un altro 4 novembre oltre a quello, fausto, del 1918: quello, infausto, del 1966, quando una grandiosa alluvione si abbatté su molte parti d'Italia, su Firenze e, qui, su Venezia e su tutto il Triveneto. Avvertiamo, con la stessa sollecitudine, le nostre responsabilità quando, giorno dopo giorno, da soli, come Italia, salviamo in mare donne, bambini, uomini che cercano qui, tra noi, una speranza. L'azione umanitaria che lo Stato italiano realizza ci rende orgogliosi. Quando i migranti, in balia del mare, o per via di terra, come accade in queste valli, vengono soccorsi, quella speranza si incarna nei primi sguardi che incrociano. Sono quelli dei nostri militari, civili e volontari alla cui abnegazione e capacità va il nostro plauso ed il ringraziamento di tutta la Nazione". 

"Siamo amareggiati - ha detto ancora Baretta - nel constatare le difficoltà, i ritardi, le contraddizioni, con le quali si affronta, a livello internazionale, questa emergenza. Chiediamo a voce alta che ci sia un mutamento di atteggiamento e di volontà. Lo facciamo, a maggior ragione qui, oggi, in questi luoghi che ben ci rammentano sacrifici e vittime. Ma, siamo richiamati ai valori di solidarietà e di giustizia, quando, ogni giorno, cerchiamo le vie migliori per favorire la crescita economica e sociale del nostro Paese; per consentirci di uscire dalle conseguenze, ancora diffuse, di una crisi che se, di fatto, è formalmente superata, è ancora troppo percepita nelle fatiche quotidiane di troppe persone e famiglie. L'azione del Governo è tutta ispirata a questo scopo, per superare le difficoltà di risorse, di strumenti, di impedimenti che ci rallentano. Ma lo facciamo convinti che ci siano le condizioni per riuscirci. Perché le potenzialità e le opportunità di cui dispone l'Italia sono innumerevoli e dobbiamo metterle a frutto; perché l'intelligenza e la capacità di lavoro del nostro popolo è riconosciuta e va valorizzata".