"Scrivere con la Luce. Doppie impressioni: tra Fotografia e Cinematografia". E' questo il titolo di una mostra foto-cinematografica su Vittorio Storaro, che si terrà a Buenos Aires dal 20 novembre all'11 dicembre. L'obiettivo è raccontare, attraverso la fotografia, una storia in movimento. Il lavoro fotografico di Storaro, pur totalmente parte del suo impegno cinematografico, è pensato e composto in questa mostra come un racconto d’immagini a sé stanti. La mostra si articola in tre sezioni che rispecchiano i filoni dello studio trentennale del maestro intorno ai temi della luce e dei colori. L’evento è organizzato da SIA (Società Italia Argentina), dal ministerio de Cultura de la Nación, dal Sistema Federal de Medios y Contenidos Públicos, in collaborazione con l’ambasciata d’Italia in Argentina e l’Istituto Italiano di Cultura (Iic) di Buenos Aires. Storaro è tra i più grandi direttori della fotografia italiani, vincitore di tre premi Oscar, grazie ad “Apocalypse Now”, “Reds” e “L'ultimo imperatore”. ha cominciato a studiare fotografia a 11 anni nell'istituto Tecnico di Roma "Duca d'Aosta" e successivamente presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha curato la fotografia di quasi tutti i film di Bernardo Bertolucci dal 1970 (Il conformista) al 1993 (Piccolo Buddha). Nel 2005 è stato presidente della giuria del Festival internazionale del film di Locarno, dove riceve l'Excellence Awards. Presidente onorario dell'Accademia della Luce, è autore di Scrivere con la luce - che ha dato il titolo alla mostra -, enciclopedia di tre volumi frutto dell'esperienza del suo lavoro e de Il segno di un destino, viaggio tra cinema e pittura.