“Il mondo agricolo non può lavorare da solo, agricoltori e imprenditori agromeccanici devono cooperare per il futuro dell’agricoltura, la competitività e la qualità delle produzioni. Allo stesso tempo serve l’armonia politica per partecipare ai tavoli istituzionali”. Lo ha detto questa mattina Silvano Ramadori, presidente di Unima, intervenendo all’Accademia dei Georgofili, nel corso del convegno nazionale “Agricoltura e Contoterzismo”. “Dallo sviluppo dell’innovazione si gioca quello che è in larga misura il futuro dell’agricoltura, sia per quanto riguarda la competitività sia per la sostenibilità ambientale ed economica – ha affermato il professor Pietro Piccarolo, vicepresidente dell’Accademia dei Georgofili -. In questo ambito, il ruolo delle imprese agromeccaniche è cruciale, in quanto devono avere alta capacità professionale, manageriale e una forte volontà verso innovazione”.

La giornata di studio, secondo Leonardo Bolis, presidente di Confai – che insieme a Unima ha dato vita al Coordinamento degli Agromeccanici Italiani – “rappresenta una opportunità di confronto con tutte le organizzazioni del mondo agericolo”. Al centro del dibattito c’è anche l’accesso al Psr, oggi precluso al mondo agricolo. “Arroccarsi su posizioni acquisite ed escludere gli agromeccanici dai Psr, come sta facendo parte della rappresentanza agricola italiana – ha accusato Bolis - è una vista corta. I contributi per l’acquisto di macchine e tecnologie permetterebbero di ridurre i costi di produzione e affrontare le dinamiche imposte dalla globalizzazione con maggiore slancio”. Per il presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi, “l’agricoltura non è importante solo per i risvolti economici, ma anche per i risvolti sociali e ambientali che riveste e la Dichiarazione di Cork 2.0 scaturita dal vertice irlandese di inizio settembre lo ha specificato con estrema chiarezza”. Servizio Stampa CAI