“Il quadro economico regionale rimane fragile, ma si confermano i timidi segnali di ripresa registrati a giugno scorso”. Il direttore della filiale catanzarese di Bankitalia Sergio Magarelli ha cosi’ sintetizzato i risultati dell’aggiornamento congiunturale sull’economia calabrese, presentato mercoledì mattina a Catanzaro. Nell’analisi condotta dal nucleo per la ricerca di Banca d’Italia e illustrata da Giuseppe Albanese e Antonio Covelli, i numeri lasciano intravedere la fine della crisi e la possibilita’ di un outlook positivo per i prossimi anni. Le buone notizie arrivano soprattutto dal comparto industriale, che seppur lentamente, sta recuperando il terreno perso: per la prima volta le aziende che hanno dichiarato di aver registrato un aumento del fatturato nel 2016 (36%) sono superiori rispetto a quelle che hanno dichiarato una contrazione (31%). Ancora migliore il dato per il fatturato atteso per il 2017. Bene anche l’export che fa segnare un +6%: un dato incoraggiante anche se i numeri del comparto, presi in valore assoluto, non sono tali da consentire grandi entusiasmi. Il settore export deve crescere e tanto ancora. Segno più anche per il mondo delle costruzioni, nonostante il nuovo codice degli appalti abbia indotto ad una leggera contrazione dei nuovi bandi per le opere pubbliche nel 2016 (-2,1%). In chiaroscuro i dati sul lavoro: in valore assoluto si e' registrato un incremento della quota di occupati, anche se questo e' dovuto soprattutto all’attivazione di contratti a tempo determinato. Rispetto al 2015, comunque, gli occupati calabresi sono passati dal 37,4% al 39,2%. E’ sceso di un punto percentuale anche il tasso di disoccupazione, anche se rimane sempre doppio rispetto al dato nazionale. In tema di trasporti, i dati sugli aeroporti riflettono le difficolta’ del settore: Reggio Calabria ha fatto registrare un calo di passeggeri pari all’1,6%, mentre nessun dato e’ pervenuto da Crotone. In crescita solo Lamezia Terme, +8,3%. Cresce anche la movimentazione di container al porto di Gioia Tauro, +8,1%. Quanto al comparto finanziario, sembra essersi arrestato il calo dei prestiti bancari, grazie soprattutto all’incremento del credito al consumo per le famiglie (+3,2%) che rappresenta il 40% del totale delle operazioni sul territorio regionale. Cresce la propensione alla liquidita’ e quindi al consumo, con un incremento dei depositi in conto corrente tanto per imprese quanto per le famiglie. Cresce anche l’erogazione di mutui con un montante pari a 240 milioni di euro, mentre hanno subito una contrazione dell’1,5% le erogazioni di prestiti alle imprese. Nel complesso e’ migliorata anche la qualita’ del credito con solo il 4,1% di crediti in sofferenze rispetto al 4,4% rilevato a dicembre 2015.