Agricolae risponde punto per punto alla nota di precisazione inviata ad AGRICOLAE dall’ufficio stampa della regione Toscana sull’Ocm vino. E dimostra come sembrino tutt’ora da considerare a rischio programmi che risultano finanziabili e che sono stati ritenuti ammissibili dalla stessa regione.

Regione Toscana:

Primo aspetto: la graduatoria della Regione Toscana non si è basata sul requisito del “nuovo beneficiario” così come ipotizzato nel testo.

A differenza di quanto avvenuto a livello nazionale, la Toscana, pur avendo valutato i criteri di priorità, di fatto non li ha utilizzati per l’assegnazione delle risorse in quanto i fondi destinati alla misura della promozione sono stati sufficienti a soddisfare tutte le domande ammesse.

A conferma di ciò, la Regione Toscana non ha approvato una “graduatoria” dei soggetti ammessi alla misura ma un “elenco” dei progetto finanziabili”, seppure disposti in ordine di priorità.

 

Quanto “ipotizzato” da AGRICOLAE è solo una constatazione che l’invito della Regione Toscana, al pari di quanto previsto dalle altre Regioni, è stato costruito sulla base degli elementi “distorsivi” prodotti dall’invito nazionale. Quello che avremmo voluto capire ed in questo prendiamo atto della risposta della Regione Toscana che nelle proprie decisioni (“elenco” dei progetti finanziabili) ha escluso l’alterazione di detti elenchi per effetto del “requisito soggettivo” del soggetto proponente. In un contesto dove sempre nella nota ricevuta si sostiene “La Regione Toscana non ha “interpretato” la FAQ del Ministero, ma si è limitata ad applicarla in quanto la FAQ era molto chiara” e purtroppo parliamo di una FAQ “talmente chiara” che il Ministero delle Politiche agricole, nella valutazione dei programmi di propria competenza ha disapplicato qualunque interpretazione che poteva portare a considerare come “nuovo beneficiario” un soggetto proponente dotato di autonomia soggettiva ancorché costituito da “vecchi beneficiari” considerando questa fattispecie quale causa di esclusione dei programmi dall’ammissibilità a finanziamento.

Peraltro, per quanto sostenuto nella nota ricevuta, sembra trasparire che la Regione Toscana potrebbe avere ricevuto proposte avanzate con rivendicazione dei tanto discussi “criteri di priorità” ma che in corso di valutazione delle stesse non ha avuto bisogno di applicare questi criteri visto che le risorse stanziate coprivano tutte le domande di finanziamento ricevute. Domanda spontanea: ma cosa sarebbe accaduto se le risorse non fossero state sufficienti? La Regione toscana si sarebbe potuta permettere di non applicare i vituperati “criteri di priorità”?

Regione Toscana:

Secondo punto: nell’articolo si ipotizza che alcuni soggetti ammessi al finanziamento siano delle ‘scatole vuote’. In realtà al momento della presentazione della domanda, le associazioni hanno allegato l’elenco dei soggetti partecipanti al progetto in qualità di produttori di vino.Inoltre in fase istruttoria è stato verificato che i produttori di vino partecipanti al progetto, seppur non beneficiari, avessero presentato la dichiarazione di raccolta nel sistema informativo di ARTEA.

Abbiamo verificato che nessun ulteriore produttore ha aderito alla associazione dopo l’ammissione del progetto né che siano venuti a mancare alcuni soggetti. Risulta che le Associazioni ammesse in Toscana abbiano regolarmente firmato il contratto con AGEA e abbiano in corso di emissione la fideiussione.

Non risultano intervenute variazioni nel soggetto beneficiario né dopo l’approvazione dell’elenco dei soggetti ammissibili da parte della Regione Toscana né successivamente alla stipula del contratto.

 

Sorprende l’affermazione della Regione Toscana che sulla verifica del “requisito oggettivo” del soggetto proponente per aderire all’invito regionale (consistenza della base associativa, status di produttori in regola con le dichiarazioni vendemmiali, potenziale produttivo che concorreva alla definizione della classe valoriale di appartenenza del programma ed infine i prodotti vinicoli oggetto di attività promozionale), condizione preliminare per verificare lo status di un proponente che con la propria domanda chiede di accedere a milioni di euro di finanziamenti comunitari, con molta “semplicità” si limita a precisare che per essa era sufficiente una dichiarazione di parte resa dal soggetto proponente (“al momento della presentazione della domanda, le associazioni hanno allegato l’elenco dei soggetti partecipanti al progetto in qualità di produttori di vino” …) senza verificarne la veridicità giuridico/amministrativa che avrebbe potuto trovare riscontro (o meno …) attraverso una semplice consultazione di una visura camerale che pure era nelle possibilità degli uffici regionali che nei fatti non hanno ritenuto necessario svolgerla.

Difatti se avessero condotto questa semplice consultazione camerale che AGRICOLAE ha svolto, avrebbero potuto appurare che nel caso di due Associazioni di imprese: l’Associazione exclusive Tuscany (con 2 programmi posizionati al 25° e 26° posto dell’elenco degli ammissibili con oltre 975.000 euro di finanziamenti comunitari ammessi) e l’Associazione made in Tuscany (anch’essa con 2 programmi al 27° e 28° posto con oltre 810.000 euro di finanziamenti comunitari ammessi) in realtà presentano una visura camerale che alla data del 10 novembre 2016 (non del 30 giugno 2016, data di presentazione dei programmi) erano assolutamente privi di base associativa.

Insomma, siamo in presenza di approvazione dei programmi da parte della Regione Toscana “sulla fiducia” della lista dei partecipanti mostrata dal proponente. E la Regione Toscana appare indifferente al fatto che “che le Associazioni ammesse in Toscana abbiano regolarmente firmato il contratto con AGEA e abbiano in corso di emissione la fideiussione.”

Una situazione ed un interpretazione regionale ben più grave di quanto, pure, sta accadendo a livello nazionale e di altre regioni.

Regione Toscana:

Sulla base degli elementi in proprio possesso, la Regione Toscana ha inoltre verificato che lo stesso produttore di vino socio della associazione non fosse presente in altri progetti regionali riferiti allo stesso paese terzo: In Toscana un solo beneficiario ha presentato domanda per partecipare a due progetti riguardanti lo stesso paese ed ha rinunciato ad uno dei due progetti, prima della ammissibilità della domanda a seguito di richiesta da parte del Comitato di valutazione dei progetti in fase istruttoria.Quindi nessun rischio del doppio finanziamento come iptozzato nel testo.

Almeno su questo possiamo riscontrare e concordare che la Regione Toscana è stata “ineccepibile”.

Regione Toscana:

Inoltre non non è corretto dire che la base associativa doveva essere composta da aziende viticole “regionali” in quanto alla associazione potevano partecipare anche aziende vinicole NON toscane.

 

AGRICOLAE è perfettamente a conoscenza che con i fondi del plafond della Regione Toscana non si possono sicuramente finanziare vini di altre Regioni. Se poi con quanto dichiarato nel comunicato della Regione si vuole affermare il contrario non possiamo che prenderne atto ma non crediamo che ciò corrisponda allo spirito delle norme nazionali e regionali che sovrintendono alla misura agevolativa comunitaria.

 

Regione Toscana:

Terzo aspetto: La Regione Toscana non ha “interpretato” la FAQ del Ministero, ma si è limitata ad applicarla in quanto la FAQ era molto chiara.

La Regione Toscana si è poi limitata a verificare i requisiti di ammissibilità previsti dalla normativa vigente.

Pertanto, correttamente,AGEA ha provveduto ad effettuare i controlli precontrattuali e questa Regione non ha ad oggi ricevuto alcuna comunicazione in merito ad eventuali inammissibilità di progetti ammessi dalla stessa Regione, né sono pervenute segnalazioni che evidenzino doppi finanziamenti relativamente a progetti presentati in ambito regionale.

AGRICOLAE è a conoscenza che in almeno un caso esiste una sovrapposizione di partita IVA di un’azienda proponente tra un programma di attività promozionale approvato dalla Regione Toscana con un programma di attività presentato a livello nazionale.

 

Peraltro AGRICOLAE è a conoscenza che la piattaforma informatica utilizzata dalla regione Toscana (unica in Italia) e gestita da una società privata era una procedura non testata all’atto dell’emanazione del bando e che quindi ha prodotto notevoli problemi e difficoltà agli operatori regionali. Con tanto di ricorsi amministrativi da parte di operatori esclusi e riammessi all’esito del pronunciamento dell’ordinanza del Tar Toscana. Ma su questo argomento torneremo…

 Qui di seguito Agricolae pubblica le visure menzionate sopra

VISURA Associazione Exclusive Tuscany

VISURA Associazione Made in Tuscany