No allo spesometro trimestrale per i piccoli produttori. Un ennesimo adempimento burocratico che va in direzione opposta alla semplificazione amministrativa e che quindi bisogna correggere o annullare. Lo afferma la Cia-Agricoltori Italiani, in merito alla disposizione contenuta nel Decreto fiscale che prevede l’obbligo della comunicazione trimestrale delle fatture di vendita e d’acquisto per tutti gli agricoltori titolari di partita Iva.Per la Cia infatti, così com’è, lo spesometro è inutile ai fini della lotta all’evasione fiscale; oneroso perché comporta un aggravio di servizio per le imprese; dannoso perché determina insofferenza fra i piccoli agricoltori e discredito nella Pubblica amministrazione costretta a un’attività obiettivamente vessatoria.

Bene ha fatto la Camera a correggere la disposizione approvando un emendamento che esonera i piccoli agricoltori di montagna. Questa modifica, tuttavia, non è sufficiente. Il nostro auspicio -evidenzia la Cia- è che si faccia quanto chiesto dai parlamentari Cenni, Fiorio e Terrosi nell’Ordine del giorno infine approvato dall’Aula, che impegna il Governo a “intervenire con atti successivi… al fine di sburocratizzare gli oneri previsti dalla Pubblica amministrazione”.

D’altra parte, la Confederazione da tempo sostiene l'inutilità di tale adempimento in capo agli agricoltori che hanno un volume d’affari non superiore ai 7 mila euro e che sono esonerati dalla tenuta della contabilità Iva. I controlli sulle fatture possono essere eseguiti semplicemente analizzando i dati presenti nelle comunicazioni dei rispettivi fornitori e clienti. Inoltre, la periodicità trimestrale è un ennesimo onere rispetto alla già gravosa dichiarazione annuale oggi in vigore.

Per saperne di pià:

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