Il presidente della Banca centrale del Brasile, Ilan Goldfajn, ha affermato che la perdita di fiducia nell’economia brasiliana è stata provocata da “politiche economiche percepite come insostenibili”, senza tuttavia citare il governo dell’ex presidente Dilma Roussef. Lo riporta il sito web del quotidiano brasiliano O Globo. Secondo l’economista il problema è che le misure che avrebbero dovuto essere anticicliche hanno finito per rivelarsi interventiste. Goldfajn ha affermato che la ripresa del cosiddetto “treppiede macroeconomico” (il tasso di inflazione, l’avanzo primario e il tasso di cambio) è la strada maestra per il ritorno della fiducia e della riduzione del rischio-Brasile. In un messaggio video inviato alla fondazione Getulio Vargas – fra i più importamti think-tank brasiliani – Goldfajn ha spiegato che politiche economiche percepite come insostenibili minano invece la fiducia, la cui mancanza rende le famiglie più caute nelle spese e portano gli imprenditori a rinviare gli investimenti.

“ Ecco come il circolo vizioso della perdita della fiducia ha prevalso in Brasile. Sono convinto che la percezione del rischio economico cambierà in meglio. Rinvigorire il treppiede economico è dunque imperativo”, ha spiegato il presidente del Banco Central, secondo cui sostenibilità fa rima con maggiore prevedibilità dei conti pubblici. Goldfajn, si legge ancora sul Globo, ha poi ricordato come il governo stia già lavorando a un tetto per la spesa pubblica e alla riforma delle pensioni, misure “necessarie per mettere in ordine i conti pubblici”. Goldafjn ha poi spiegato che l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti aggiunge incertezza alla situazione internazionale e ha ribadito il bisogno di misure per la crescita della fiducia.