Italia prima in Ue nel ricevere le risorse comunitarie per promuovere il made in Italy agroalimentare. Tutto liscio quando i diretti interessati corrono da soli, senza il ‘supporto’ della pubblica amministrazione o dei ministeri competenti. Senza la burocrazia ministeriale le aziende ‘colano’ all’estero e l’Ue batte l’Italia nei tempi e nelle modalità. Dopo oltre sei mesi di attività istruttoria, finalizzata a selezionare i programmi europei proposti dalle organizzazioni di tutta Europa nell’ambito del nuovo Regolamento 1144/2015 entrato in vigore lo scorso 1° dicembre, incaricati di promuovere le eccellenze agroalimentari del vecchio continente nel mondo, arrivano gli attesi verdetti da parte dell’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare (CHAFEA).

Lusinghiero il risultato conseguito dalle organizzazioni italiane che all’avvio della nuova politica di promozione dei prodotti agricoli europei, con tutte le incognite delle nuove procedure introdotte dal nuovo Regolamento, nel quale spiccava, importantissima novità rispetto alla precedente normativa, la clamorosa esclusione degli stati Membri dal procedimento e la completa e totale “autonomia decisionale” in capo alla Commissione UE, nel panorama dei 60 programmi europei selezionati, con oltre 94,2 milioni di EUR di risorse comunitarie destinate a finanziare le attività promozionali, posizionano ben 10 programmi di attività per un ammontare di investimenti promozionali approvati, su base triennale, ammontante ad oltre 30,0 milioni EUR con 23,5 milioni di EUR di finanziamento comunitario.

Sul sito di Agricolae la tabella completa

Promozione nel mondo che nel caso delle organizzazioni italiane riguarderanno eccellenze riconosciute quali vini a DOCG (Asti DOCG, Chianti classico DOCG e Lambrusco DOCG), formaggi DOP (Grana Padano, Asiago, Pecorino toscano e Provolone Val Padana DOP), Salumi (con il ventaglio delle eccellenze salumiere rappresentate dall’istituto valorizzazione Salumi Italiani), l’aceto balsamico di Modena DOP, il Latte ed i suoi prodotti trasformati (Yogurt, creme, budini, ecc.) e per terminare la novità assoluta rappresentata dalle Grappe ad Indicazione Geografica italiana rappresentate dall’Asso distillatori (Assodistill).

Tanti i paesi e le Aree geografiche interessate: si va dal continente nord americano (con gli immancabili Stati Uniti d’America e Canada), all’Asia ed estremo oriente (Cina, Giappone, Taiwan e Corea del Sud), l’Oceania (con la Nuova Zelanda) e anche l’Africa (con la Libia) oltre alla Vecchia Europa (con l’Italia, la Germania ed il Regno Unito (Brexit permettendo …) individuati quali Paesi target delle tante iniziative promozionali previste.

Programmi che a partire dai primi mesi del 2017, vedranno le diverse organizzazioni proponenti portare avanti articolate iniziative promozionali attraverso tutte le leve “classiche” della comunicazione: eventi stampa, seminari, workshop, B2B tra produttori e operatori stranieri, promozione sui punti vendita e nei luoghi di consumo (ristoranti, wine bar, ecc.) e mirate attività di pubbliche relazioni. Tutte le attività saranno inoltre sostenute “dall’innovazione comunicativa” espressa dall’utilizzo dei social media.

Interessante osservare come le organizzazioni proponenti italiane, in alcune situazioni, come nel caso del  programma del quale è capofila il Consorzio Tutela dell’Asti (con la partecipazione dell’istituto Valorizzazione Salumi Italiani e del Consorzio Provolone Val Padana DOP) o quello del quale è capofila il Consorzio dell’Olio DOP Chianti classico (Con il Consorzio del vino Chianti Classico, il Consorzio del Pecorino Toscano DOP ed il Consorzio del Prosciutto Toscano DOP) o quello del quale è capofila il consorzio del Grana Padano DOP (con il Consorzio del Prosciutto San Daniele DOP) abbiano lavorato per organizzare la promozione attraverso sinergiche Associazioni temporanee di scopo costituitesi per sostenere il concetto della promozione “multi prodotto”.

Tutti programmi che avranno un importantissima ricaduta per l’immagine delle produzioni espresse dalle organizzazioni proponenti per valorizzare le loro produzioni di qualità ed i territori produttivi.

Con un investimento complessivo di circa 6 milioni di EUR ed un finanziamento di oltre 4,7 milioni di EUR spicca il programma approvato al Consorzio dell’Asti che per dimensionamento finanziario/progettuale si colloca tra i primi tre a livello europeo

 

Ma se si è appena chiuso il primo capitolo, la Commissione Europea con un comunicato stampa del Commissario Phil Hogan ha informato che nel 2017 i produttori dell’UE potranno disporre di una dotazione finanziaria più consistente, pari a 133 milioni di EUR, per promuovere i prodotti agricoli dell’UE al di fuori e all’interno del suo territorio e continuare la ricerca di nuovi mercati, rispetto alla fase appena conclusasi con l’assegnazione, complessiva, di circa 111 milioni di euro.

Entro il mese di gennaio 2017 sarà quindi lanciato un invito a presentare proposte per poter beneficiare della dotazione 2017 a favore delle attività di promozione. Le organizzazioni proponenti potranno fare domanda e le loro campagne, solitamente triennali, saranno cofinanziate dalla Commissione europea nella misura del 70-85%.

la burocrazia europea ha funzionato, quella italiana va a discutere i contenziosi generati da eventuali carenze il prossimo 24 novembre a Bruxelles, sull’allora regoalmento 50172008 (oggi regolamento 1144/2015). Per non parlare dell’Ocm vino…