“Un po’ mi ha uccisa, non sono quella che ero prima. Su quel pianerottolo mi sono davvero trovata di fronte alla morte. In quel preciso istante ho scelto di vivere. I primi giorni sono stati complicati. All’inizio gli ustionati sono costretti ad una profonda solitudine. Sono soli con se stessi. Ma avevo fatto la mia scelta e non potevo tornare indietro. Il futuro? Sarà radioso. Voglio che la mia esperienza sia d’aiuto alle donne vittime di violenza, agli ustionati e a chi nella vita deve affrontare momenti difficili. Il dolore può tradursi in capacità di amare”. È sorridente e ricca di speranza Lucia Annibali, la donna vittima della violenza dell’uomo che non accettava la fine della loro relazione e che, colpita in viso dall’acido, è tuttora sottoposta a operazioni al volto (l’ultima è del mese scorso). Incontra la stampa in Rai, nella sede di Viale Mazzini, in occasione della presentazione del film tv “Io ci sono”, tratto dal libro autobiografico “Io ci sono - La mia storia di ‘non’ amore”, scritto insieme a Giusi Fasano (ed. Rizzoli Libri), che apre la settimana che il servizio pubblico dedica alla Giornata internazionale per combattere la violenza contro le donne (25 novembre), istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La fiction andrà in onda su Rai1 martedì 22 novembre alle ore 21.25. “‘Io ci sono’ è un titolo che evoca la capacità di esserci nonostante tutto”, osserva il direttore di Rai Fiction Tinny Andreatta.

“Quasi ogni giorno l’attualità ci ricorda quanto sia vivo e presente il problema della violenza contro le donne – continua Andreatta -. I dati Istat rivelano che più del 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza fisica o sessuale durante l’arco della propria vita. Ma gli atti di violenza sono il prodotto più estremo e tragico di una cattiva cultura che riguarda il femminile. Rai Fiction attraverso tutta la sua produzione sta lavorando per valorizzare lo sguardo, il punto di vista e il ruolo delle donne. Lo abbiamo fatto attraverso la nostra serialità, mettendo in scena diversi modelli femminili, donne di oggi, indipendenti, che lavorano e che assumono ruoli di responsabilità. Lo abbiamo fatto con storie vere, emblematiche, che raccontano la forza delle donne, con ‘La classe degli asini’, ‘Il coraggio di Lea’ o ‘Felicia Impastato’. Volendo parlare del tema della violenza contro le donne, ci siamo a lungo interrogati sui possibili modi di veicolare l’argomento e abbiamo scelto di farlo con una storia vera che raccontasse non solo l’offesa, ma anche la forza del femminile, la sua straordinaria capacità di riscatto e di rinascita. Ce ne ha offerto la possibilità il bellissimo libro di Lucia Anniballi scritto con Giusi Fasano del Corriere della Sera ‘Io ci sono – La mia storia di ‘non’ amore’. Una storia vera che racconta come si possa cadere nel terribile schema che porta abitualmente alla violenza di genere. Il possesso scambiato per amore, un maschile che non accetta l’autonomia e la libertà della donna, non ne percepisce la dignità. Ma ‘Io ci sono’ è soprattutto un racconto da cui emerge la tenacia, la determinazione e il coraggio di rinascere di Lucia. La forza tematica di questo tv movie risiede nel messaggio positivo, di speranza, che si vuole arrivi allo spettatore: persino dalla più devastante delle violenze ci si può risollevare continuando ad avere fiducia in se stessi e nell’affermazione dei valori più alti. È importante che il servizio pubblico porti questo racconto nelle case di tanti italiani e che i giovani la vedano perché l’educazione comincia fin dai primi modelli che vengono offerti, quei principi di rispetto, di dignità, di accoglienza dell’altro che sono l’antidoto più potente alla violenza”.

“Gli uomini devono metabolizzare come siamo cambiate in questi anni e tutte noi donne abbiamo la responsabilità di raccontare chi siamo diventate ai nostri compagni”, afferma Cristiana Capotondi che nel film tv interpreta la Annibali. “Mi è toccato un ruolo ingrato, ma sono felice di averlo fatto affinché possa servire agli uomini che guarderanno questa storia, affinché capiscano che il vero concetto d’amore è slegato dal senso di possesso. L’amore sia un atto di apertura”, invita Alessandro Averone che dà il volto a Luca Varani, il mandante dell’agguato di cui è stata vittima la Annibali, condannato a 20 anni di reclusione. Ha avuto la giusta pena? “È il massimo che la legge prevede in casi del genere. Il tentato omicidio ha pesato sulla sentenza. Auspicabile è che venga individuata una pena che risponda proprio all’aggressione con l’acido che crea un danno irreversibile”, afferma la Annibali che è una legale, ma che al momento non sta esercitando. Si è trasferita dalle Marche a Roma per svolgere al meglio l’incarico di consigliere giuridico del ministro per le pari Opportunità Maria Elena Boschi. La scadenza prossima è il nuovo piano antiviolenza da scrivere. Si stanno individuando le linee guida per i protocolli in Pronto Soccorso, il primo luogo dove le donne vittime di violenza sono approcciate dal punto di vista medico ed umano. Si sta lavorando alla ripartizione di fondi e risorse con criteri più puntuali. In queste ore la Annibali col cast è alla Camera per la presentazione della fiction. Domani è convocata la Cabina di regia interistituzionale contro la violenza di genere.

“Come Dipartimento - ricorda la Annibali -stiamo andando nelle scuole in visione educativa”. E “nelle scuole sarà proiettato il film tv ‘Io ci sono’ – annuncia Angelo Barbagallo che con la Bibi Film Tv ha prodotto la fiction -. È un lavoro che utilizza un linguaggio insieme raffinato e popolare. È un prodotto che mira a migliorare la qualità della nostra vita, in particolare la vita dei nostri figli”. Il film per la regia di Luciano Manuzzi mostra il volto della Annibali prima e durante la serie di interventi a cui si sta sottoponendo. Vedere fa provare il dolore immenso che scatena la violenza. Cristiana Capotondi durante i 10 giorni di riprese in ospedale veniva bendata la mattina e sbendata la sera. Ha capito un po’ di quel dolore che le raccontava la Annibali, presente sul set e che ha seguito la lavorazione del film passo dopo passo. La scena più difficile da girare per la Capotondi è stata il momento dell’aggressione. Per quanto viene detto che le terminazioni nervose sono le prime ad essere danneggiate dall’acido, quindi poco dopo il dolore fisico non si avverte, l’attrice ha voluto comunicare la sensazione di un volto che si stava deformando, una pelle che ribolliva sotto l’acido. La Annibali è pronta per un nuovo amore? “Se sono pronta a fidarmi? Sì. Per fortuna non sono tutti come quel soggetto. La nuova avventura sarà provare un amore che mi ami”. E ricorda che l’amore violento vede vittime non solo le donne, ma anche gli uomini. La compagna di Luca Varani, che ha una bambina con lui, nei giorni scorsi aveva chiesto di vedere in anteprima la fiction. Questo non è accaduto. Ma la Annibali sottolinea che in merito si sono prese le specifiche accortezze. “Parlare di lei – dice la Annibali – non è opportuno, avrà il suo peso da portare”.