Sulla situazione degli ippodromi in Italia arriva un’interrogazione del deputato della Lega Nord Gianluca Pini al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali. L’esponente del Carroccio chiede al Mipaaf “quali iniziative intenda adottare per modificare i criteri e il contenuto della nuova classificazione degli ippodromi nazionali, affinché ne scaturisca una nuova definizione, tenuto conto dei dati oggettivi, disponibili e reali in grado di fornire una migliore e veritiera fotografia del panorama ippico nazionale e dell'indotto economico occupazionale che vi gravita attorno”. In base alle “indiscrezioni trapelate riguardo alla nuova classifica degli ippodromi italiani – scrive Pini -, risulterebbero penalizzati con la presente manovra soprattutto i ‘circuiti’ del Nord, tra cui quelli di Torino, Milano, Montecatini, nonché quelli in Emilia Romagna, in particolare quello di Cesena, tutti caratterizzati da una lunga trazione e un cospicuo bacino di operatori alle spalle”.

Una situazione, rileva il deputato leghista, che “prefigurerebbe ulteriori fratture nel panorama già frammentato dell'ippica nazionale, mettendo a rischio il futuro di quasi la metà dei circa 40 ippodromi italiani (tra cui anche Ferrara, Corridonia, Padova, Treviso e Trieste) che, non avendo i requisiti minimi richiesti per poter essere classificati, potrebbero chiudere”.