Via libera della Commissione Bilancio della Camera all’emendamento #salvailsuolo alla manovra, avanzato e sostenuto con determinazione e costanza da Fai-Fondo Ambiente Italiano, Coldiretti, Acli, Inu-Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow Food Italia e Wwf – organizzazioni che da anni sostengono la necessità di una legge nazionale sul consumo di suolo e che partecipano alla coalizione #Salvailsuolo per la promozione di una direttiva europea. Il Parlamento con questa azione ha dato un primo chiaro segnale di orientamento verso la tutela del suolo, affermando che le entrate derivanti dalle concessioni e dalle sanzioni edilizie potranno essere utilizzate dai Comuni - dal 2018 - solo per interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale del loro territorio e per la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico. Si cancella così definitivamente il comma 8 dell’articolo 2 della legge del 24 dicembre del 2007 che autorizzava l’uso di questi proventi per coprire la spesa corrente dei Comuni impoveriti da progressivi drastici tagli.

I Comuni avranno così a disposizione queste risorse per intervenire concretamente sulla riqualificazione e sulla cura e messa in sicurezza dei loro territori, con gran beneficio delle comunità locali. Questo passaggio segna un passo importante anche a livello nazionale, in direzione di una nuova visione e considerazione del suolo: non più una risorsa da sfruttare, ma un bene comune prezioso da proteggere e curare. Soddisfatto anche il Movimento 5 Stelle che ha fortemente voluto l’emendamento. “Adesso i Comuni sono disincentivati a svendere territorio e quindi incentivati ad investire per contrastare il degrado e riqualificare gli edifici”, spiegano i pentastellati in Commissione Ambiente. “Grazie al nostro apporto adesso i comuni dovranno utilizzare gli oneri solo per gli scopi per i quali sono stati concepiti, e non per le spese correnti come era stato precedentemente stabilito - commenta il capogruppo M5S in Commissione Ambiente Massimo De Rosa - quindi sì alla riqualificazione urbana, agli interventi per le periferie e contro il degrado ma no al consumo di suolo e a cemento selvaggio grazie al M5S”. Un emendamento approvato che va purtroppo in senso contrario, in maniera schizofrenica diremmo, rispetto alla bocciatura dell'emendamento Mannino che avrebbe dato un colpo all'abusivismo stanziando un fondo di rotazione per le demolizioni. “Un provvedimento che era passato nel Dl Falanga, fermo al Senato - sottolinea la deputata M5S Claudia Mannino - approvato in commissione ambiente, più volte citato come doveroso e necessario e adesso bocciato in Bilancio. È come sempre il doppio volto del Pd: uno davanti alle telecamere, l'altro quando governa o finge di occuparsi dei veri problemi del Paese”.