Una interrogazione alla Commissione europea per avere chiarimenti in merito ai risultati ottenuti in tema di lotta al gioco d’azzardo. E’ quella presentata dall’europarlamentare della Lega Nord Angelo Ciocca che già da consigliere regionale della Lombardia si era interessato al tema della ludopatia. “Il termine ‘gioco d’azzardo’ non mi piace, non rende l’idea, preferisco chiamarlo ‘pericolo dell’azzardo’ o meglio ancora ‘un non gioco’”, dichiara al VELINO Ciocca che spiega le ragioni della sua iniziativa: “Il fenomeno è in continuo aumento e visto che l’Europa emette spesse regole penalizzanti per i cittadini, è arrivato il momento di costruire delle occasioni affinché vengano prodotte anche norme vantaggiose”. Il primo aspetto su cui bisogna lavorare è “il contrasto alla pubblicità del gioco, serve una normativa europea su quella on line ma non solo”. Secondo punto sono “i limiti di bilancio, visto che ogni volta ci si inventa un gioco d’azzardo nuovo”.

Fondamentale per Ciocca è arrivare ad agire anche sulle macchine. “Alcuni studi hanno dimostrato che aumentando oltre gli otto secondi il tempo che intercorre tra la giocata e l’uscita del risultato, viene limitato l’effetto del gioco compulsivo. Insomma si deve arrivare a generare l’obbligo per cui oltre un certo minutaggio non si può più giocare”. Per l’esponente della Lega è importante anche “cambiare la maledetta vaschetta di metallo delle macchine dove cadono le monete, perché crea un effetto di richiamo. Basterebbe mettere un tappetino, così si eviterebbe quel rumore ‘sirena’ che segnala la vincita e invoglia a mettere altri soldi”.

In Italia il governo come agisce in materia di gioco d’azzardo? “Non sta lavorando, non ha il coraggio di agire – risponde Ciocca -. La riduzione delle slot annunciata dal governo, potrebbe anche essere utile perché siamo talmente in emergenza che qualsiasi misura andrebbe bene. Ma siamo sicuri che diventerà reale e non resterà solo un spot pubblicitario?”. Per l’europarlamentare della Lega, il miglior mezzo per ridurre le slot e le macchine da gioco è quello della premialità fiscale. “Andrebbe premiato l’esercente che decide di fare impresa senza ricorrere alle slot – dichiara Ciocca -. La Regione Lombardia lo ha fatto: per chi detiene macchine da gioco la tassazione aumenta di un punto, per chi le toglie diminuisce di un punto. Un modello, questo, che andrebbe esportato in tutta Italia”.