Arriva dall’Istat un’ulteriore conferma del calo della natalità. Nel 2015 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 485.780 bambini, quasi 17 mila in meno rispetto al 2014. Il calo è attribuibile principalmente alle coppie di genitori entrambi italiani. Ma calno anche i nati da coppie straniere. E a novembre non migliora, dice sempre l’istituto nazionale di statistica, il clima di fiducia dei consumatori che rimane sostanzialmente stabile attestandosi a quota 107,9 (108,0 a ottobre). I giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese scendono lievemente (il saldo passa da -52 a -53) così come le aspettative il cui saldo si attesta sul valore più basso registrato da marzo 2014. In calo la fiducia delle imprese. LUPI - “Dobbiamo lavorare per politiche propositive sulla natalità e sulla denatalità”, dice al VELINO il presidente dei deputati di Ap, Maurizio Lupi. “Un paese che guarda al futuro non può farlo se non mette al mondo figli. Per il nostro gruppo la famiglia è uno dei pilastri. E Ap si è impegnata perché in manovra entrassero misure a sostegno della famiglia. Per la prima volta – dice Lupi – in manovra c’è un capitolo ‘Politiche per la famiglia’ in cui si prevede il bonus nido di 1000 euro che non è stato vincolato all’Isee. E grazie all'emendamento Binetti, il bonus nido da mille euro viene esteso anche per i bambini che presentano gravi patologie, tali da non poter frequentare l'asilo. Risorse che potranno essere utilizzate per forme di supporto a casa”. Poi c’è il bonus mamma da 800 euro corrisposto al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione di un minore. E la conferma del bonus bebè di 80 euro al mese per tre anni. “Si tratta - dice Lupi - di un piccolo contributo che va nel senso da noi auspicato di politiche fiscali e di aiuto a famiglie e giovani coppie. Obiettivo è arrivare alla revisione dell’Irpef con l’introduzione del fattore famiglia”.

FIORONI - “La lenta uscita dalla crisi inizia a dare deboli segnali positivi – dice al VELINO Beppe Fioroni del Pd - e ha bisogno di stabilità e non di conflittualità permanente. Il dato che più mi colpisce è l’ulteriore calo della natalità. Un paese che non fa figli è un paese che ha paura del proprio futuro. L’Italia deve sconfiggere l’idea che il figlio è un lusso. Per questo occorre rilanciare e potenziare una seria politica per la famiglia e per le giovani coppie sia in termini abitativi che in termini di lavoro. I giovani non possono continuare ad avere la sensazione di essere sfrattati dal loro futuro con incertezza e precarietà che scandisce i tempi della loro esistenza. E’ un problema di scelte e puntare su famiglia e giovani coppie è quello che con forza vogliamo fare”. E ancora: “Le misure previste in manovra sono un segnale importante ma occorre progettualità e un piano complessivo per la crescita del paese che per essere tale ha come fondamento il ritorno alla natalità”.