La battaglia per il referendum arriva in Campidoglio. E’ fissata per domani la discussione in Aula Giulio Cesare della mozione presentata dal M5s che impegna la sindaca Virginia Raggi a farsi promotrice presso i presidenti delle Camere, dei rispettivi gruppi e l'Associazione del Comuni italiani della volontà del Consiglio comunale che contesterà la riforma del governo Renzi. Ma il Pd è già sul piede di guerra. “Domani il Consiglio comunale viene convocato per discutere del referendum. Il Consiglio in cui in questi mesi hanno portato pochissime delibere perché non sanno nemmeno scriverle viene sequestrato ed espropriato del suo ruolo – attacca il presidente del partito Matteo Orfini -. Quell'aula rappresenta la città. E invece con disprezzo delle istituzioni verrà trasformata in una piazza elettorale. Mentre la città è abbandonata a se stessa. Questi sono i presunti rivoluzionari grillini: incapaci che con arroganza occupano le istituzioni. Come solo la destra peggiore ha fatto a Roma, destra che si guarda bene dal fare opposizione. Meloni, Storace, Alemanno sono scomparsi. Domani il Pd farà sentire la voce del dissenso rispetto alla scelta offensiva per quella che deve rimanere la casa di tutti i romani".

"Il Campidoglio non è il comitato elettorale dei Cinquestelle – continua Stefano Pedica della direzione regionale del Pd -. Raggi pensi a fare il sindaco e non trasformi il Comune nella sede del suo partito. Convocare il Consiglio comunale di Roma per discutere di una mozione sul referendum è semplicemente vergognoso. Se Raggi pensa di poter piantare la bandiera del M5s in Aula Giulio Cesare si sbaglia di grosso. Ha ragione il presidente Orfini: il Campidoglio non è una piazza elettorale. Raggi pensi a far tappare le buche e a far camminare gli autobus. I romani l'hanno votata per questo".

"Il M5S predica bene ma razzola male. La notizia della Raggi, che domani in aula in Campidoglio, ha calendarizzato la mozione per il No al referendum è davvero comica e gravissima allo stesso tempo", sottolinea l'esponente del Pd Matteo Ricci. "Ma come, prima si indignano e attaccano i primi cittadini in campo per il Si accusandoli di tradire la loro terzietà, e poi accade l'esatto contrario, come in questo caso con la Raggi, che addirittura tiene in ostaggio l'aula capitolina per propaganda elettorale - afferma -. Come sempre per il M5s valgono due pesi e due misure. Quando si tratta dei loro interessi tutto è lecito, quando si tratta degli altri si parla di complotti e derive autoritarie. Questa azione del sindaco di Roma è poi davvero molto grave e scorretta perché utilizza una struttura comunale destinata ad altri scopi e soprattutto rappresenta il pensiero di tutti i cittadini e le forze politiche. Sono davvero ridicoli, sembrano solo pallottole impazzite che non conoscono neanche le basi della prassi istituzionale".