Frode nell’esecuzione della gestione degli impianti e smaltimento illecito di rifiuti speciali. Con queste accuse la Procura di Paola ha chiuso le indagini a carico del titolare della ditta che gestisce i due depuratori di Cetraro. Da quanto ricostruito dagli inquirenti, la società di Corigliano Calabro - che si era aggiudicata l’appalto per la gestione di entrambi i depuratori - tra giugno del 2014 e maggio del 2015 avrebbe omesso di smaltire quanto prodotto dall’impianti sia in localita’ Sottocastello sia quello di Santa Maria del Mare. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dagli uomini della capitaneria di porto di Cetraro, in particolare non risulterebbero smaltiti circa 240 tonnellate di fanghi che avrebbero preso altre vie. Residui che, hanno ipotizzato gli inquirenti che si sono avvalsi anche dei tecnici della Provincia di Cosenza, proverrebbero in parte dal vecchio impianto di localita’ Sottocastello, mentre il resto dal nuovo depuratore.