Nulla di fatto per evitare il rimborso di 10 milioni di euro che l’Italia dovrebbe restituire a Bruxelles per la misura di promozione per i prodotti agricoli. Su 20 totali sono 7 le posizioni che sono state oggetto di attenzione nella bilaterale Italia-Bruxelles del 24 novembre scorso. All’esito dei lavori svolti dai gruppi di sorveglianza comunitari relativamente alle modalità di gestione amministrativo-finanziaria dei programmi di promozione dei prodotti agricoli europei di cui al regolamento CE 501/2008 (Oggi regolamento UE/1144//2015) ben 20 programmi italiani sono stati oggetto di revoca del finanziamento concesso per presunte irregolarità contenute negli inviti a presentare proposte emanati da parte del ministero delle Politiche agricole e alimentari a partire dall’annualità 2010-2011 fino al 2014-2015. Oltre 10,5 milioni di euro è stata la somma per la quale è stata richiesta dalla Commissione Ue la correzione di spesa con richiesta di rimborso a carico della nostra amministrazione nazionale.

Lo scorso 24 novembre una delegazione Mipaaf composta da 12 persone guidata dal capo dipartimento Luca Bianchi con tutta la gerarchia del dicastero di Maurizio Martina (8 funzionari) accompagnata da 4 legali hanno avuto un confronto bilaterale con i Servizi della Commissione. Da quanto apprende AGRICOLAE sembrerebbe che gli uffici della Commissione abbiano confermato la correzione di spesa a carico del Mipaaf. A questo punto allo Stato italiano non rimane che attendere una conferma ufficiale della posizione di Bruxelles per decidere le ulteriori strade legali da intraprendere al fine di evitare o limitare il danno all’erario pubblico che ne potrebbe conseguire. La lente di ingrandimento di Bruxelles sembra essersi focalizzata in particolare su sette posizioni.