“Il primato della salute, lo stop assoluto alla pubblicità, anche nelle sue forme indirette, e la necessità che il Mef si impegni non tanto a ridurre le macchinette, come da tempo annuncia senza avere il coraggio di farlo, quanto a ridurre le sue entrate dal gioco”. Questi i tre punti chiave nella lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo messi in evidenza dalla deputata di Area Popolare Paola Binetti che ha partecipato assieme al deputato Pd Lorenzo Basso e al senatore M5S Giovanni Endrizzi al convegno “Il gioco d'azzardo, tra prevenzione e cura” organizzato dal Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza con il patrocinio del Ministero della Salute.

“Finchè il Mef prenderà le sue decisioni partendo dalla premessa che il gettito fiscale non si tocca e che ogni anno intende continuare a ricavare almeno un decina di miliardi dal gioco, non ci potrà essere riduzione nell’offerta di gioco – rileva Binetti -. Ogni volta che il Governo interviene in materia di giochi lo fa stando su due tavoli diversi: da un lato è il monopolista che detta le regole e impone i criteri in modo autarchico, dall’altro è il soggetto politico che cerca in tutti i modi di mediare tra le diverse istanze dell’economia e della salute; della lotta all’illegalità e dei rischi della criminalità organizzata. Ma tra i due tavoli la bussola che orienta le sue scelte resta pur sempre quella della pressione fiscale: ricavare quanto più può dalle varie iniziative, magari legittimando le sue decisioni, anche quando appaiono ben poco giustificabili, con l’argomentazione che il fine giustifica i mezzi”.

“Se entro la fine della legislatura non saremo riusciti ad ottenere l’approvazione della legge sulla prevenzione e sulla cura della dipendenza grave dal gioco d’azzardo – conclude Binetti -, sia pure opportunamente emendata, allora sarà davvero lecito sospettare che i signori dell’azzardo hanno battuto il governo, facendo prevalere i loro interessi su quelli della comunità”.